Generali e Comune, il grande freddo. Il presidente della compagnia assicuratrice Antonie Bernheim «spara» contro le maxipubblicità sui ponteggi volute da Ca' Farsetti e Soprintendenza nell'area marciana e conferma una volta di più che le Generali non lasceranno le Procuratìe Vecchie - come gli ha chiesto il Comune - per fare spazio all'allargamento del museo Correr. L'esternazione ieri a Trieste, nell'ambito dell'assemblea dei soci della compagnia. «Il Comune di Venezia per finanziare le opere ha in programma di esporre pannelli pubblicitari di marche di largo consumo - ha dichiarato Bernheim -. Ma la piazza centrale di Venezia non va trasformata in una piattaforma pubblicitaria. E' una piazza prestigiosa, deve mantenere la sua autenticità. Per questo sono ostile a questo progetto». Le dichiarazioni del presidente delle Generali assumono ancora maggior peso ricordando che a ottobre in Piazza San Marco partirà il cantierone delle Procuratie Vecchie dopo l'accordo faticosamente raggiunto tra le Assicurazioni e i proprietari dei negozi e dei bar sotto le arcate. I lavori dureranno due anni, costeranno tre milioni di euro e procederanno a «pezzi» per non intralciare troppo la viabilità in Piazza. Restauri importanti, con impalcature che saliranno in alto fino agli oblò delle Procuratie Vecchie e avvolgeranno marmi, bassolirievi e fregi con teloni bianchi e non, evidentemente, con maxipubblicità, con cui le Generali non gradiscono la coabitazione. «A Venezia è vero che abbiamo difficoltà col Comune - ha dichiarato ancora Bernheim -, perché vorrebbe che lasciassimo la sede in Piazza San Marco per accrescere la superficie del museo Correr. Noi siamo pronti a finanziare il restauro dei nostri immobili e non abbiamo nessuna intenzione di lasciare i nostri uffici a Venezia». Visto il clima che si è creato tra Comune e Generali - e polemici verso Bernheim dopo il suo no erano stati sia il sindaco Massimo Cacciari, sia il presidente della Fondazione Musei Sandro Parenzo - viene da chiedersi se sarà rispettato un altro accordo raggiunto tra le parti: quello che prevedeva, da quest'anno la "liberazione" del Negozio Olivetti di Carlo Scarpa - sotto le Procuratìe Vecchie - dopo anni di mercificazione turistica, per affidarlo al Fai, il Fondo per l'ambiente italiano. Ma accadrà?