La voce autorevole di Claudio Abbado si propaga veloce come la sua musica: non una prestigiosa orchestra, ma l'opinione pubblica ne diviene beneficiaria. Molte cose si sono mosse dopo la denuncia del maestro dell'assenza in Italia del canale franco-tedesco Arte, presente in tutta Europa e dedicato alla cultura. A cominciare dall'appello online promosso dall'associazione Articolo 21, che sta vedendo una partecipazione ampia e spontanea. «Perché la sera ci deve essere preclusa la possibilità di guardare un film di qualità o un concerto?» si chiede Giuseppe Giulietti, presidente di Articolo21 e responsabile Ds per la comunicazione. «Abbado ha colto un'esigenza molto diffusa». Migliaia le adesioni sul sito dell'associazione, con nomi noti della politica e della cultura: Roberto Benigni, Ennio Morricone, Walter Veltroni, Dacia Marami, Lidia Ravera, Beppe Grillo. Il presidente di Arte, Jéròme Clément, si mostra felice, e conferma di aver da tempo formulato un'offerta alla Rai e di essere in attesa di risposta. Evidentemente l'idea di avere una tv basata unicamente sui contenuti resiste ancora. Ma nell'entusiasmo generale, qual è lo stato operativo delle cose? «Io ho posto la questione in Commissione di vigilanza al presidente Petruccioli, che in modo tempestivo si è rivolto alla Rai», dice Giulietti .«Il presidente Annunziata ha dato la sua disponibilità e il suo parere favorevole». Anche il presidente di RaiSat, Carlo Sartori, ha mostrato interesse. Manca però è una risposta dalla direzione generale. La lista dei consensi prosegue. In Commissione cultura alla Camera vari parlamentari di tutti gli schieramenti hanno firmato una risoluzione in cui si chiede al governo di adoperarsi per rendere possibile la ricezione in Italia di Arte. «Anche il ministro Urbani - aggiunge Giulietti - ha espresso parere positivo». Dunque tutto procede a gonfie vele, o no? «L'appello ha ricevuto soltanto adesioni: ma non vorrei che morissimo di troppo consenso». La strada, in poche parole, è meno liscia di quello che sembrava? «Spero vivamente che tutti questi favori si trasformino presto in una risposta tecnica e concreta. Non vorrei, poi, che qualcuno volesse usare la nostra richiesta per farsi pubblicità alla corsa al digitale». Non rimane che attendere la risposta di Cattaneo. Nel frattempo Giulietti rilancia: «Sarebbe opportuno prendere in considerazione di trasmettere A rte non sui canali a pagamento ma in chiaro, magari coinvolgendo Rai International, Rai News o Rai Educational. Sarebbe pure auspicabile che tutto questo divenisse il pretesto per un accordo tra Italia e Francia di più ampia collaborazione: la proposta di Abbado ci consentirebbe di promuovere un'operazione culturale e industriale di grande livello, con progetti ambiziosi che valorizzine all'estero la nostra cultura».