Un monumentale muro laterale del tempio è emerso dagli scavi. Prima di nuovi restauri Come se dopo secoli di oblio avesse conservato ancora qualche stilla della mitica forza del dio che gli ha dato il nome e la fama, il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli si sta scrollando di dosso cumuli di terra e di cemento. Per mostrare linedita, potente struttura del muro laterale del tempio: un alzato lungo 21 metri e alto più di sei. Ma i lavori di scavo iniziati nel 2008 hanno riportato alla luce, lì a fianco, anche la gradinata del teatro con vista mozzafiato su Roma che, scoperto negli anni Cinquanta, era stata protetta da una copertina di cemento. E una sonda è scesa fino a 12 metri sottoterra per rilevare che nei sei livelli di terrazzamenti affacciati sullAniene ci sono ambienti, volte e storie ancora da esplorare. Le indagini - condotte dallarcheologa Maria Grazia Fiore della Soprintendenza del Lazio, mentre a dirigere i lavori cè larchitetto Maria Picarreta, della Direzione regionale del Lazio servono a restituire visibilità e funzione al meno noto tra i gioielli di Tivoli, famosa per le ville dAdriano, Gregoriana e dEste. Le tre principesche dimore e il tempio di Ercole fanno del resto parte dellintesa per la gestione integrata tra ministero Beni culturali e Fai che verrà siglata il 20 maggio. Ma le benne degli operai non sacrificheranno le strutture ottocentesche per andare a ripescare le vestigia delledificio innalzato nel secondo secolo avanti Cristo sul colle che saffaccia sul fiume. E questo perché il progetto del "Polo Tiburtino" prevede per il santuario intitolato al dio guerriero e protettore dei commerci il rispetto totale dellarcheologia, anche quella industriale. Sulle rovine dei 3000 metri quadrati di estensione del santuario detà repubblicana che, gemello di quello di Palestrina, circondava con un grande porticato il tempio, sorsero a partire dal XVI secolo una villa e un convento; quindi, fu Luigi Bonaparte a installarvi una ferriera e una cartiera le cui acque di scarto servirono in seguito a dare energia, a valle, al vecchio molino della Pantanella. Alla fine dellOttocento, il mastodontico muro del tempio veniva usato per il contenimento delle vascone dellEnel. A Tivoli la teatrale, suggestiva integrazione tra remoti culti pagani e resti dellindustria ai suoi albori, che a Roma ha visto la luce con lallestimento nella centrale Montemartini, ha unorigine più antica e radicata. E rimarrà come tratto costitutivo del progetto di rinascita del santuario che, redatto dalla Direzione regionale del ministero, prevede il ritorno degli spettacoli nellanfiteatro liberato dal cemento, la messa in mostra dei reperti in un antiquarium, servizi daccoglienza, un bookshop. Infine, la valorizzazione delle vecchie fabbriche che hanno inglobato (in parte salvato) il dominio di Ercole.
ROMA - Ultimi ritrovamenti nel santuario del guerriero
Un monumentale muro laterale del tempio di Ercole Vincitore a Tivoli è stato scoperto durante gli scavi. Il muro, alto 21 metri e lungo 21 metri, è stato riportato alla luce dopo che era stato coperto da cumuli di terra e cemento. La gradinata del teatro è stata anche scoperta, con vista mozzafiato su Roma. Le indagini hanno rilevato che ci sono ambienti, volte e storie ancora da esplorare nei sei livelli di terrazzamenti affacciati sull'Aniene. Il progetto del "Polo Tiburtino" prevede il rispetto totale dell'archeologia, anche quella industriale, e include la valorizzazione delle vecchie fabbriche che hanno inglobato il dominio di Ercole.
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