Tra un arco e laltro, figure che illustrano antichi proverbi trascritti in dialetto siciliano. Tutte composizioni realizzate con materiali prodotti localmente (alloro, rosmarino, cerali vari, datteri e pane). Un colpo docchio. Una manifestazione dellartigianato locale particolarmente efficace. Ma il viaggio, partendo da Palermo, non è breve, dura più di tre ore. Bisogna percorrere la scorrimento veloce per Agrigento, che si lascia allaltezza di Casteltermini, inerpicarsi poi per una strada che sale tortuosa e piuttosto malandata fino a raggiungere, nel bel mezzo delle montagne, San Biagio Platani. Il viaggio nei moderni pullman, particolarmente alti rispetto al piano della strada, avranno molti vantaggi, tuttavia guardare la Sicilia da una certa altezza non è sempre edificante: i paesi che abbiamo attraversato, cominciando da quelli vicino Palermo, come Misilmeri, e poi gli altri, compreso naturalmente lo stesso centro meta del nostro viaggio, osservati dallalto del pullman, si sono rivelati purtroppo per quello che sono veramente: tutti indistintamente devastati dal cemento con costruzioni recenti, molte però non ultimate o ultimate ma lasciate grezze allesterno, sistemate nel terreno senza alcun ordine, nel caos più assoluto. Molte di queste abitazioni appaiono disabitate e forse disabitate lo sono. E un assetto urbanistico tendenzialmente sinistro che sfugge a qualunque regola e a qualunque norma. Tipico dei paesi medio orientali. In queste comunità probabilmente non è mai esistito un piano regolatore, non ci sono stati mai controlli di nessuna natura e soprattutto colpisce, ed è questo laspetto più grave, lassenza di una cognizione anche modesta del gusto e della bellezza che pur dovrebbero esistere per la gioia degli occhi e per la pace dellanima in un qualunque assetto urbanistico degno di questo nome. Lo stesso disordine nelle campagne dove abbiamo visto alternarsi distese di terreni abbandonati o rinsecchiti dagli incendi e solo piccole zone coltivate, ma senza particolare cura, ad attestare una agricoltura di ripiego. È come se in queste zone il tempo si fosse fermato. La visita del centro storico di San Biagio Platani, dove erano appunto gli addobbi pasquali, comunque, è stata piacevole. Ha attratto e sorpreso la raffinatezza delle opere rappresentate frutto dellimpegno di queste comunità isolane, come sempre in bilico tra genio e sregolatezza. Ma questo aspetto culturale, bisogna riconoscerlo, è durato poco. In verità, quello che sembrava interessare ancora di più i compagni di viaggio era unaltra cosa. Era, in effetti, il pranzo. E probabilmente non a torto. In queste escursioni domenicali la pausa (si fa per dire) colazione, per antica consuetudine, è centrale. La tappa nel ristorante, infatti, si è prospettata subito lunga e animata anche per la presenza di un menù eccezionale: ben undici antipasti, e poi, a coronamento, il pranzo vero e proprio. Siamo rimasti praticamente più di tre ore seduti in mezzo ai piatti e al cibo e tutti agitati e famelici come in una ideale batteria di polli. Buona cucina? Prodotti tipici? Non lo sappiamo. Sicuramente è stata una manifestazione di spreco, ma che ha lasciato nondimeno la maggior parte dei presenti contenta e soddisfatta. Riconosciamolo: è questa la Sicilia degli abusi e degli eccessi. Una Sicilia ben rappresentata dalla sua classe dirigente che ha fatto delle nostre debolezze la propria forza e delle nostre velleità le proprie fortune. Il ritorno è stato più rapido e soprattutto più piacevole dellandata. Il buio ha coperto intorno ogni cosa: la strada e la campagna. E finalmente ci ha riconciliato con la vita.
PALERMO - viaggio nella Sicilia, tra eccessi e abusi
Un gruppo di amici si imbarca per un viaggio in pullman da Palermo a San Biagio Platani, in Sicilia. Il viaggio dura più di tre ore e passa attraverso paesi devastati dal cemento e con costruzioni recenti non ultimate o incomplete. Le comunità locali sembrano non avere un piano regolatore e non ci sono controlli urbanistici. La visita al centro storico di San Biagio Platani è piacevole, ma il paesaggio circostante è devastato. Il gruppo si ferma per pranzo in un ristorante dove mangiano per più di tre ore e sono contenti e soddisfatti.
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