Fine di un regno: Nicola Spinosa lascia Capodimonte e Sant'Elmo - da qualche anno sede degli uffici della Soprintendenza speciale al Polo museale napoletano -, quella che dalla morte di Raffaello Causa, suo maestro, era diventata la sua Soprintendenza, permeata dalla sua personalità di studioso d'arte e appassionato difensore della città, in un rapporto continuo tra amore e odio per le opportunità perdute. «Il 25 agosto di quest'anno lascio, questa quindi è l'ultima mostra che inauguro come soprintendente, e in cui parlo come tale. Ma ho tante altre cose da dire, dopo...». L'annuncio in coda alla cerimonia di apertura delle mostre di Luciano D'Alessandro e di Luigi Ontani, svoltasi nel Salone delle Feste di Capodimonte: certo ha saputo scegliere il momento e soprattutto il luogo per dare la notizia che ha preso alla sprovvista anche qualcuno dels uo staff. «Sono molto emozionato, non lo nascondo: sono in questa Soprintendenza da quarant'anni, sono il soprintendente da venticinque anni, ma mi fa piacere lasciare in occasione delle mostre di due grandi artisti». Spinosa era già in prorogatio, avrebbe dovuto lasciare l'incarico a luglio del 2010, ma - ha detto - una serie di opportunità di lavoro che mi sono state prospettate mi hanno indotto a scegliere questa anticipata risoluzione del mio rapporto con il ministero». Un altro incarico? Quale? «Sarò in giro all'estero». Ma anche a Napoli? «Sì, certo, anche a Napoli». Al Pan, per caso? Nessuna risposta, un sorriso di cortesia, ma prende sempre più corpo la prospettiva che Spinosa assuma la direzione artistica del Palazzo delle Arti di via dei Mille: rumors in tal senso si erano diffusi all'indomani del mancato rinnovo dell'incarico a Julia Draganovic, il Pan sta andando avanti sotto la guida di Marina Vergiani, dirigente comunale e responsabile del Centro di Documentazione di Palazzo Roccella. Tutto porta, quindi, a considerare come molto probabile lo spostamento del soprintendente da Castel Sant'Elmo a via dei Mille. Chi sostituirà Spinosa? Non le pur capaci funzionarie cresciute non lui, come Mariella Utili, Angela Tecce o ancora Rossana Muzii, rispettivamente direttrici di Capodimonte, Castel Sant'Elmo e Certosa di San Martino. La successione non è prevista come automatica in generale e in particolare nessuna delle tre storiche dell'arte è vincitrice del concorso per soprintendente. Quindi il successore di Spinosa sarà nominato dal ministero. Chi arriverà a Sant'Elmo troverà un sistema museale ed espositivo di primissimo livello, musei straordinari ricchi di opere d'arte dell'antichità ma aperti anche al moderno, al contemporaneo. «Con questa mostra in qualche modo chiudo e nello stesso tempo apro un ciclo, ho portato avanti un discorso che intendo continuare secondo il concetto che un museo non è un cimitero di capolavori, un mero contenitore di opere, ma deve essere un luogo vivo, un laboratorio di nuove idee tra passato e futuro; l'arte è dialogo, annulla le diversità: in questa ottica sono alle porte le mostre di Candida Hofer, a settembre, e successivamente di William Kentridge, sul Barocco visto come stile di vita contemporanea. Ci sono altre cose che però altri inaugureranno». E il discorso si chiude ricordando le escursioni nel contemporaneo che a Capodimonte sono di casa: da quando vi espose Alberto Burri, proseguendo con Lucio Amelio nell'85, Andy Warhol, Kounellis, Mimmo Jodice e con un riconoscimento ed un ringraziamento a Luciano D'Alessandro, a Luigi Ontani e a Graziella Buontempo che con i suoi «Incontri internazionali d'arte» ha promosso le esposizioni inaugurate ieri alla presenza di addetti ai lavori (galleristi, artisti, tra cui Nicola De Maria e scrittori come Aldo Busi) venuti da tutta Italia ad ammirare ancora una volta i capolavori del museo e la loro contaminazione felice con la creatività di Ontani e la ricerca di D'Alessandro.
CAMPANIA - Fine di un regno: Nicola Spinosa lascia Capodimonte e Sant'Elmo
Nicola Spinosa, soprintendente del Polo museale napoletano, ha lasciato Capodimonte e Sant'Elmo. La sua ultima mostra è stata inaugurata il 25 agosto. Spinosa era stato nominato soprintendente da venticinque anni, ma aveva richiesto di lasciare l'incarico anticipatamente a causa di opportunità di lavoro all'estero. La sua successione è ancora incerta, con diverse funzionarie del museo che sono state nominate direttore di altri musei. Il ministero dovrà nominare il nuovo soprintendente. Spinosa ha lasciato un sistema museale di primissimo livello, con mostre di opere d'arte dell'antichità e del contemporaneo.
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