Il consigliere Di Lorenzo: «È tutto agli atti e questa è soltanto una provocazione» Il Comitato: «Così pare l'insegna di un parco divertimenti» Non finiscono le polemiche sulla collocazione della lastra marmorea che raffigura il Leone di San Marco posizionata, su appositi supporti, sull'aiuola antistante Porta Verona di Peschiera. La scelta, individuata di concerto con la Soprintendenza, dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco leghista Umberto Chincarini ha prima suscitato le critiche di Livio Dal Bosco e Maurizio Veneri, anch'essi del Carroccio, propugnatori del ritorno del Leone nella sua sede originaria: la facciata di Porta Verona, sotto la trabeazione. Identico obiettivo, questo, delle 2050 firme raccolte anni fa con una petizione dal «Comitato per il Leone di San Marco». E oggi è proprio il Comitato a ribadire la contrarietà per la collocazione e la presa di distanza dalle dichiarazioni di Eva Di Lorenzo, consigliere incaricato alla cultura: replicando a Dal Bosco e Veneri aveva parlato di «molti incontri con il Comitato» dal quale però «non sono mai emerse proposte concrete» con conseguente scelta dell'amministrazione di «seguire l'unica possibile soluzione proprio nel rispetto delle 2050 firme raccolte». «Negli incontri , l'ultimo circa un anno fa, l'amministrazione ha espresso solo dichiarazioni negative, disconoscendo il valore del testo della petizione e il valore civico dell'iniziativa», scrive in un comunicato il portavoce del Comitato, Giovanni Zordan. «La collocazione originaria dei leoni sulle porte di Peschiera sarebbe cosa normale purché accompagnata da un'indicazione della data di esecuzione. Si fa così e la Soprintendenza non può che essere d'accordo». Il documento definisce «sgorbio» la riproduzione marmorea fatta realizzare dal Comune collocata «in triste posizione su un mega-fioriera degna di un ingresso a un parco divertimenti». Dubbi anche sulla «procedura» seguita dall'amministrazione nei confronti della petizione che non sarebbe stata portata «all'esame del Consiglio comunale poiché si trattava di dover decidere di beni (Porta Verona) appartenenti al Demanio statale e non comunale; poco dopo però il Comune ha restaurato la Porta, potendo in realtà decidere». «Questa amministrazione di "primedonne" sta cercando voti», scrive il portavoce che non risparmia critiche nemmeno alla presa di posizione di Dal Bosco e Veneri: anche per loro, infatti, si ipotizza un significato che va oltre quello di valorizzare «il simbolo dei Veneti» la cui collocazione nel rispetto del pieno splendore «è atto dovuto alla cittadinanza». Il comunicato chiude annunciando a breve un'assemblea pubblica sull'argomento. «Il signor Zordan ha iniziato a preoccuparsi del ritorno del Leone su Porta Verona molti anni dopo il 1993, quando da consigliere comunale ho iniziato da solo questa battaglia», replica Dal Bosco. «La lettera della Soprintendenza che vieta il riposizionamento su Porta Verona è agli atti», incalza Di Lorenzo. «Dopo vari incontri col Comitato, precisamente il signor Paolo Beretta, chiesi di mettere per iscritto la loro proposta definitiva. Non avendo più avuto notizie abbiamo deciso di procedere. Ora», conclude il consigliere, «mi sembra tutto una provocazione cui non voglio partecipare».[FIRMA]
PESCHIERA. Polemica senza tregua per il leone della Porta
Il Comitato per il Leone di San Marco ha espresso contrarietà alla collocazione della lastra marmorea raffigurante il Leone di San Marco sull'aiuola antistante Porta Verona di Peschiera. La scelta è stata fatta dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco leghista Umberto Chincarini, che ha ricevuto critiche da Livio Dal Bosco e Maurizio Veneri, anch'essi del Carroccio. Il Comitato ha ribadito la contrarietà e ha richiesto la presa di distanza dalle dichiarazioni di Eva Di Lorenzo, consigliere incaricato alla cultura.
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