Oggi la manifestazione sulle seconde giornate Celestine L'unico affresco al mondo che ritrae Papa Celestino V potrebbe essere distrutto dall'incuria e dall'abbandono. Potrebbe perdersi così, per sempre, l'unica traccia che ritrae il Papa del gran rifiuto in una scena di vita quotidiana. L'Abbazia della Ferrara, nel comune di Vairano Patenora, è, infatti, oramai sopraffatta dall'abbandono. Intanto, anche per richiamare sulla questione l'attenzione dello Stato e delle amministrazioni, oggi pomeriggio, nel salone delle scuole elementari del centro di Vairano Patenora, si celebrerà la prima manifestazione delle seconde giornate Celestiniane proprio per ricordare il pontefice nato e vissuto in terra vairanese. «Occorre intervenire al più presto per salvare questo importante patrimonio storico e culturale, non solo della città ma di tutto il territorio». È questo il grido dall'allarme lanciato dall'ispettore onorario della Soprintendenza di Caserta, Domenico Caiazza. «Oggi precisa Caiazza dopo aver accolto Federico II e Celestino V, ospita gufi e volpi mentre il bosco ne invade le grandiose rovine. In questa abbazia era praticata una particolare e del tutto eccezionale devozione alla Terza Persona della Trinità. Il papa Celestino V per 18 anni ha studiò nell'Abbazia della Ferrara prima di partire per Roma dove fu ordinato sacerdote». All'intero dell'Abazia spicca il ritratto che raffigura la sepoltura di Malgerio Sorel, nobile del tempo, che si fece monaco e lasciò ogni avere all'abazia. Nel ritratto si scorge anche il papa Celestino V, che assiste al funerale dell'amico. Giancarlo Izzo