Lo scontro Contestata la legittimità di tre gare d'appalto «Progetti per opere impossibili» Non solo non c'è clima di collaborazione e sinergia tra Ordine degli architetti della provincia di Brindisi e Autorità portuale, ma addirittura una guerra aperta. A una conferenza stampa convocata dallo stesso ordine professionale ieri mattina, il presidente dell'Authority, Giuseppe Giurgola, ha risposto nel pomeriggio decidendo di rendere pubblica una lettera inviata a Fulgenzio Clavica, presidente degli architetti in forma riservata il giorno prima. Clavica il 21 aprile aveva informato con una lunga nota tutti i membri del Comitato portuale, a partire da Giurgola, ma anche la Corte dei Conti e la direzione generale Navigazione marittima del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che tre gare indette dall'Autorità portuale presentano seri vizi di legittimità (il valore complessivo è di circa 105 milioni di euro), e che quindi vanno ritirate, altrimenti «l'Ordine attiverà tutte le azioni necessarie e dovute». Giurgola ha risposto accusando sostanzialmente gli architetti di aver messo le mani su atti della sua amministrazione senza farne richiesta, e che sarà suo dovere «disporre accertamenti diretti interni e le indagini eventuali attraverso le autorità competenti ». Questo accade in una realtà dove al secondo convegno «Brindisi Città d'Acqua» di lunedì e martedì prossimi si discuterà di operazioni urbanistiche senza che gli ordini professionali siano stati invitati. «Abbiamo un Piano regolatore generale del 1982 e un Piano regolatore del porto del 1975: ecco il simbolo delle disfunzioni di Brindisi», dice l'architetto Carlo Faccini. «Una corsa disordinata alle opere, come quella di Giurgola, rischia di compromettere ogni eventuale progetto complessivo. Qui si sfugge ad un disegno generale condiviso - accusa l'architetto Carlo Sciarra - l'Autorità portuale non dialoga con l'esterno. Bandire opere irrealizzabili significa solo spendere soldi in progettazioni ma non realizzare alcunché ». Ma quali sono le opere al centro della vicenda? La prima è l'appalto integrato per la ex Stazione marittima (attuale sede dell'Authority: è stato bandito uno stralcio di poco meno di 1 milione di euro su un importo complessivo di 10 milioni, ma per gli architetti l'opera non è compresa nell'elenco annuale 2009 e per legge non poteva essere finanziata, né tanto meno poteva essere frazionata; poi non è dotata di documento preliminare alla progettazione e dello stesso progetto preliminare, non è validata dal responsabile del procedimento, non ha l'approvazione della Soprintendenza (la Stazione marittima risale al Ventennio), non dispone di nulla- osta paesaggistico e di attestazione di compatibilità urbanistica del Comune, né di approvazione della Asl. La seconda gara contestata è quella per la progettazione (1,8 milioni) della banchina crociere a Punta Riso, opera da 62 milioni che non è prevista nel Piano triennale, non è stata preceduta da apposita variante al Piano regolatore portuale (che non la prevede), e a Valutazione ambientale strategica. Identiche contestazioni anche per la terza gara, la progettazione del banchinamento di Fiume Grande -dove si trova il relitto medievale di cui questo giornale ha parlato nei giorni scorsi-, opera da 30 milioni (più 1,8 di sola progettazione). «Alla Corte dei Conti - dice Clavica - valutare la legittimità della spesa».
BRINDISI Architetti contro Authority
L'Ordine degli architetti della provincia di Brindisi ha contestato la legittimità di tre gare d'appalto dell'Autorità portuale. Il presidente dell'Authority, Giuseppe Giurgola, ha risposto accusando gli architetti di aver messo le mani su atti della sua amministrazione senza farne richiesta. L'Ordine ha richiesto che le gare vengano ritirate, altrimenti attiverà tutte le azioni necessarie. Le gare contestate sono per la progettazione di tre opere: la ex Stazione marittima, la banchina crociere a Punta Riso e il banchinamento di Fiume Grande. Le opere non sono previste nel Piano regolatore portuale e non sono state precedute da apposita variante.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo