Itinerari Fino al 3 maggio si alterneranno spettacoli, passeggiate in bicicletta ed escursioni sul lago d'Averno Si moltiplicano le iniziative di volontari e associazioni per il rilancio I vigneti di Ezechiele Guardascione e una discesa agli Inferi lasciandosi inebriare dal profumo delle ginestre e della macchia mediterranea che circonda l'oasi naturalistica di Monte Nuovo e il cratere dell'Averno. La passeggiata è lunga, ma non impegnativa; a metà strada, ad ogni buon conto, un vignaiolo offrirà un buon bicchiere di falanghina e si potrà riprendere di buona lena il cammino. Abbiamo pescato a caso due momenti della grande kermesse ludica e sportiva che attraverserà i Campi Flegrei da ieri al tre maggio: spettacoli, un ciclotour, un giro del lago a vela e, in più, spettacoli teatrali, musica e chiacchiere d'alto bordo al Caffè Letterario di Bacoli che Giannantonio Scotto di Vetta, laureando in ingegneria informatica con l'hobby dell'intrattenitore, ha organizzato come un club poco inglese ma molto funzionale. Ieri, ad esempio, il Caffè aveva in pogramma un concerto di solidarietà e una raccolta di libri sul terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo. La manifestazione ha un titolo tra l'esoterico e il criptico: «Bussate alla porta degli Inferi». L'intento è chiaro: le Terre del fuoco e del mito, attraverso gli operatori turistici e le associazioni ambientaliste, hanno voglia di riappropriarsi del territorio e ripropongono una serie di inziative di grande richiamo. Ci credono e mettono in gioco la loro credibilità e anche un bel po di quattrini. La loro porta, quindi, si aprirà, ma le altre, quelle gestite dalle istituzioni, continueranno a rimanere chiuse o, nella migliore delle ipotesi, semichiuse. Facciamo degli esempi: i grandi siti archeologici il Castello e le Terme di Baia si aprono a singhiozzo, cioè solo quando i custodi sono in servizio. Il che, evidentemente non capita spesso. Le Cento Camerelle, la Grotta della Dragonara, il Colombaio a Cappella ed altri monumenti minori, invece, sono irrimediabilmente vietati al pubblico. E migliaia di volte i turisti stranieri i cosiddetti camminatori hanno sbattuto il muso contro le porte chiuse ritornandosene in patria con un'idea sempre più convinta dell'inefficienza di casa nostra. Il Sacello degli Augustali a Miseno è stato appena riaperto per grazia ricevuta, cioè per la disponibilità dei volontari dell'Associazione Misenum, ma le Cento Camerelle sono out per un restauro che procede con lentezza esasperante. La Piscina mirabilis e la Grotta della Sibilla, invece, aprono solo se gli assuntori una figura di precario a metà tra il custode e il volontario sono in casa e aprono la porta. L'agibilità parziale della piscina Mirabilis, che è uno dei siti più apprezzati del paesaggio flegreo, è stata più volte, ma inutilmente, segnalata ai responsabili, ma la risposta è sempre la stessa: «Parlate con la signora Giovannina che abita in via piscina Mirabilis 9». Roba da chiodi. Non continuiamo per carità di patria. È l'ennesiama conferma della schizofrenia dei Campi Flegrei, ma, come dice Sara Garofalo laureata in Scienze ambientali e responsabile dell'associazione Le ali di Dedalo, «dobbiamo reagire se non vogliamo finire anche noi anche noi preda dell'inerzia. Questa iniziativa riesce perché parte dal basso, cioè non è frutto di mediazioni politiche. E se proprio vuole sapere mi auguro che domani mattina, alla partenza del ciclotour troverò almeno qualche vigile urbano». L'edizione di quest'anno è stata sostenuta in maniera particolare dai gestori delle Stufe di Nerone che, tra l'altro, hanno aperto ai turisti il Giardino dell'Orco, dal quale partiranno i cicloturisti; ma anche dal vigneto storico Miabella, dall'Associazione Gea. Curatissimo, manco a dirlo, l'aspetto enogastronomico. I vigneti storici offriranno pedirosso, falanghina, ma anche le varietà locali come la palombina, la zagarese e la nerella dei Campi Flegrei. Ai ghiottoni, invece, è riservato il «girone dei golosi» che offrirà menù con prodotti tipici preparati dai ristoranti del lago. Non mancherà, infine, una puntata alla Solfatara rivitalizzata dalla certificazione delle prodigiose virtù terapeutiche dei soffioni del vulcano che, secondo gli scienziati, darebbero più vigore del Viagra. La sosta al muro della virilità non fa parte del programa, ma è nel cuore e nei pensieri di tutti.