L'iniziativa Una mappa informatica, ribattezzata «documento genetico», per garantire la sicurezza delle costruzioni: Pompei è la prima città italiana a dotarsi di questo strumento dopo aver censito con alte tecnologie ognuno dei suoi 7.500 edifici, pubblici e privati, grazie ad un progetto pilota realizzato dal centro di competenza regionale Benecon (Beni culturali, ecologia, economia) e dalla II Università di Napoli in collaborazione con l'Amministrazione comunale guidata da Claudio D'Alessio. Un progetto che ha suscitato anche l'interesse del prestigioso Mit di Boston (Massachusetts Institute of Technology) con il quale si pensa già ad un grande evento internazionale, dal titolo Save Pompeì. «Il documento genetico ha spiegato Carmine Gambardella, vice sindaco di Pompei e direttore del Benecon integra per la prima volta i vari elementi di un fabbricato, dalle indicazioni toponomastiche e catastali, alla sicurezza sismica, alla qualità dei materiali fino ai consumi energetici, integrandoli in un sistema informativo e realizzando così una vera e propria mappa territoriale informatica. Una rivoluzione rispetto al fascicolo del fabbricato». Anche i risultati di questo studio (dal valore di tre milioni di euro ma in quanto pilota fornito gratuitamente da Benecon) fanno parte della mostra 'Pompei 0079-2013' che si inaugura oggi in piazza Bartolo Longo. «Dalla mappatura ha detto il sindaco D'Alessio scaturisce la garanzia e la base per interventi concreti e affidabili a vantaggio della sicurezza e della qualità della vita dei cittadini sia nelle aree periferiche che nel centro della città». Nello studio si evince che il 43,7 degli edifici èin uno stato buono, il 36,6 mediocre, il 14,3 degradato, il 4,1 molto degradato, il 2,3 è classificato come rudere.