II progetto sarà scelto attraverso un concorso internazionale. Il 4 giugno, festa della Liberazione a piazza Venezia La decisione annunciata dal sindaco Veltroni. La soddisfazione della comunità ebraica Nasce il Museo della Shoah romana. Ai margini di Villa Torlonia, già residenza privata di Benito Mussolini. Simbolico, anche il giorno dell'annuncio: ieri, 25 aprile. Il sindaco Veltroni ne ha parlato in piazza del Campidoglio, davanti a partigiani e politici del centrosinistra accorsi per celebrare la Liberazione: «Roma avrà il Museo della Shoah, dedicato al 16 ottobre 1943, in ricordo della persecuzione». Accanto, il presidente della comunità ebraica Leone Paserman, che sorride. «Storace è rimasto scoperto a destra dice ha subito pressioni dalle frange ostili del partito». È, questo, l'unico accenno al tempo trascorso da quando alla Regione era stata chiesta come sede via Capo d'Africa. La casa della memoria romana si avvarrà del contributo del regista Steven Spielberg, che fornirà il materiale della Shoah Foundation. Il progetto del museo sarà scelto attraverso un concorso internazionale. Ieri, oltre a due cortei, in tutta la città si è celebrato il 25 aprile. Alle 9, il capo dello Stato Ciampi ha deposto una corona d'alloro al Milite Ignoto. Per la Regione era presente l'assessore Robifotta, e non il pregidente Frajacilsco Storace. Memoria e video per il Museo della Shoah Tramontata l'ipotesi di via Capo d'Africa, sorgerà a Villa Torlonia. La «regia» affidata a Spielberg Trovare il luogo non è stata cosa semplice, ma il risultato finale è altamente simbolico: ai margini di Villa Torlonia, già residenza privata di Benito Mussolini. Simbolico, anche il giorno dell'annuncio: ieri, 25 aprile. Il sindaco Veltroni ne ha parlato in piazza del Campidoglio, davanti a partigiani e politici del centrosinistra accorsi per celebrare la Liberazione: «Roma avrà il museo della Shoah, dedicato al 16 ottobre 1943, in ricordo della persecuzione». Accanto, il presidente della comunità ebraica Leone Paserman, che sorride. «Storace è rimasto scoperto a destra - dice - ha subito pressioni dalle frange ostili del partito». Si riferisce, Paserman, alla prima ipotesi formulata per il museo, via Capo d'Africa, tramontata dopo mesi di parole per la presenza di un centro sociale di destra, che la Regione non ha voluto spostare. Ora l'ostacolo è stato superato dal Campidoglio: «Nella zona dove sorgerà, doveva essere costruito un palazzo. Invece faremo un museo». Proprio dietro la Casina delle Civette, poco distante dalle catacombe ebraiche. Veltroni annuncia anche «tempi brevi e un grande architetto». Si fa il nome di James Ingo Freed, che ha già firmato quello di Washington, anche se la scelta passerà attraverso un concorso. La casa della memoria romana si avvarrà del contributo di Steven Spielberg: fornirà il materiale della Shoah Foundation, e «forse curerà anche la regia del museo». Perché quello che nascerà a Roma sarà «un'esperienza rinnovabile ogni volta. Sarà fatto di storie individuali -dice il portavoce della comunità Riccardo Pacifici - e non solo di persone di religione ebraica. Racconterà dei delatori, anche. E sarà un viaggio dal 1922 alla Liberazione». Soddisfatti tutti, dunque. Anche il sindaco Veltroni: con una mossa, trova due vittorie. Quella più evidente, «aver individuato una soluzione alternativa dopo le difficoltà incontrate su via Capo d'Africa, un posto che sembrava perfetto», e averla trovata proprio in un luogo che «era stata protagonista in negativo di quegli anni». Il secondo successo: quell'area è da anni al centro di un contenzioso, il cantiere che doveva far nascere il palazzo fu bloccato da una serie di ricorsi al Tar da parte degli abitanti. «L'area identificata- spiega l'assessore al Patrimonio Claudio Minelli - è quella antistante la Casa delle Civette. La concessione in corso prevede l'edificazione di 13.500 metri cubi». «Lavorai al progetto del museo della Shoah romana anche quando ero vicepresidente del Consiglio - dice Veltroni - e credo fosse una follia non averlo, soprattutto per una città come questa, che in quegli anni terribili ha pagato un prezzo altissimo». E proprio per «gli oltre duemila deportati», Veltroni dice che «far nascere il museo è un dovere sacrosanto della città, e anche un desiderio». Così felice di averlo realizzato, Veltroni, da chiamare all'alba Leone Paserman, proprio nel giorno in cui la comunità ebraica doveva andare al voto: «In effetti mi ha chiamato in un orario insolito - conferma il presidente della comunità - ma il motivo era talmente bello che non posso rimproverarlo». Sorridono tutti, adesso. Nel giorno della Liberazione, «che fu la prima occasione per combattere che fu offerta agli ebrei romani». Adesso, un museo ricorderà tutto. Umiliazioni, lotta, delazioni e atti eroici. Storia di Roma, anche. Capitale premiata Campidoglio, premio efficienza tra tutti i comuni d'Italia. «Vista la giuria - scherza Veltroni -non si potrà accusarla di essere faziosa». Perché Roma sarà insignita del Premio Nazionale Pubblica Amministrazione per «l'efficienza delle amministrazioni»: l'iniziativa, giunta alla seconda edizione, è promossa da Assoindustria con il patrocinio del Dipartimento della Funzione Pubblica. La . cerimonia si svolgerà il 10 maggio nel corso del convegno inaugurale di Forum Pa, alla presenza dei ministri Lucio Stanca e Stefania Prestigiacomo. «Ho ricevuto oggi una lettera nella quale mi veniva annunciato il premio - dice Veltroni in Campidoglio dopo la cerimonia per la celebrazione del cinquantanovesimo anniversario della Liberazione -e ne sono lieto. Credo sia un riconoscimento decisamente meritato da questa amministrazione. La città ha molti problemi, e noi li stiamo risolvendo».
A Villa Torlonia il Museo della Shoah
Il sindaco di Roma, Veltroni, ha annunciato che la città avrà un museo della Shoah, dedicato al 16 ottobre 1943, in ricordo della persecuzione. Il museo sarà scelto attraverso un concorso internazionale e sarà costruito a Villa Torlonia, già residenza privata di Benito Mussolini. Il progetto sarà curato da Steven Spielberg, che fornirà il materiale della Shoah Foundation. Il museo sarà un'esperienza rinnovabile ogni volta, con storie individuali e non solo di persone di religione ebraica. La decisione è stata annunciata in piazza del Campidoglio, davanti a partigiani e politici del centrosinistra.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo