Il cda del teatro: ridurremo a 135mila euro il disavanzo del 2009 "Verdi" al verde, atto terzo. Il bilancio consuntivo 2008 si è chiuso, si sa, con una perdita di 427mila euro, che sarebbero stati 558mila se non ci fosse stato un contributo straordinario di 130mila euro da parte della Regione, contributo che non si sa se ci sarà l'anno prossimo. Intanto il Cda della Fondazione Teatro Verdi di Pisa prevede di chiuder quest'anno in corso con il traguardo ambizioso di meno 135mila euro, ma senza sacrificare l'attività artistica, arrivando entro il 2011 finalmente e faticosamente all'azzeramento dei debiti. Nozze coi fichi secchi? Assicurano di no dalla sede di via Palestro, ma il presidente, Sergio Cortopassi, spiega che il ridimensionamento di spesa si concretizza attraverso una serie di passaggi obbligati: i contributi dei soci fondatori, un fondo di dotazione di almeno 700mila euro che permetta di disporre di liquidità e di non finanziare le banche con gli interessi passivi, il contenimento delle spese di gestione e dei costi del personale. La ricetta per non far sparire il Verdi dalla scena pisana è stata presentata ieri mattina a teatro dal presidente, Sergio Cortopassi, con il vicepresidente, Massimo Messina, e il consigliere Pino Toscano, insieme a due rappresentanti dei soci fondatori, l'assessore comunale alla cultura, Silvia Panichi, per Palazzo Gambacorti, e quello provinciale, Nicola Landucci, per la Provincia. Il tutto alla ricerca di nuovi soci che possano metter mano al portafogli, mentre a lasciare il campo sono stati, nel settore pubblico, l'università, e sul fronte privato nomi come Nodalis, Bulgarella e il gruppo Forti, per un totale di circa 150mila euro in meno. «Certo, c'è stato un miglioramento rispetto alla perdita di 714mila euro del 2007 - ha detto Cortopassi -, ma il bilancio sarebbe stato di 558mila euro se non ci fosse stato il contributo della Regione di 130mila, che per il momento non abbiamo inserito nella previsione del 2009. Lavorare al risanamento, coerentemente agli indirizzi ricevuti dai soci fondatori, vuol dire lavorare per il futuro del teatro. Oggi, rispetto al passato, è possibile capire quali sono i nodi strutturali da affrontare. Il disavanzo è pesante, ma la scommessa per il 2009 è di chiudere con una perdita intorno ai centomila euro. Sia chiaro - ha aggiunto il presidente della Fondazione - il ridimensionamento non passerà attraverso la riduzione dell'attività artistica, ma attraverso il contenimento delle spese di gestione. Non sarà, insomma, facendo due opere in meno che si risolverà il problema, ma contenendo ad esempio gli interessi passivi che negli ultimi cinque anni sono stati di 600mila euro. Si pensi che sui 427mila euro di perdite più di 200mila sono di interessi, 181mila di interessi passivi e 24mila di maggiori interessi su un vecchio mutuo. Il primo intervento chiesto ai soci fondatori, Comune e Provincia, è stato quello di un fondo di dotazione di 700mila euro che ci consenta di avere liquidità e di far sì che il teatro, anziché finanziare le banche, possa produrre cultura. Per il 2009 quindi prevediamo un disavanzo di 100mila euro con interessi di circa 20mila». L'obiettivo sulle spese di gestione per il Cda insomma è che non superino, com'è attualmente, i contributi dei soci, mentre il costo del personale potrebbe passare attraverso una rivoluzione organizzativa che permetta l'uso dei dipendenti per attività culturali esterne, in altri enti che se ne facciano carico (ad esempio le biglietterie dei musei). Ad appesantire la crisi poi c'è da aggiungere l'abbandono di alcuni soci, pubblici e privati, con la necessità ovviamente di nuovi, e il sensibile calo degli spettatori. L'assessore Landucci, per quanto alle soglie di una scadenza elettorale importante, ha garantito la possibilità dell'impegno della Provincia, come l'assessore Panichi, soddisfatta soprattutto del fatto che sui mali del teatro sia stata fatta una diagnosi e si sia capito che tipo di interventi fare nei modi e nei tempi necessari. «La fuoriuscita di soci pubblici e privati - ha concluso Cortopassi - ha significato una diminuzione di risorse in un momento difficile. Il contributo di nuovi soci verrebbe destinato subito a nuove attività. La necessità dell'intervento dei soci fondatori sta anche nei tempi, perché eventuali ritardi non farebbero che aumentare ancora i costi passivi». Forse, andando avanti così, nel 2011, anziché parlare di soldi, si potrà finalmente tornare a parlare di cultura, programmazione e spettacolo...
TOSCANA - PISA. Il " Verdi" è... al verde e batte cassa
Il teatro Verdi di Pisa chiuderà il 2009 con una perdita di circa 100mila euro, secondo il presidente Sergio Cortopassi. Il bilancio consuntivo 2008 si è chiuso con una perdita di 427mila euro, ma grazie a un contributo straordinario della Regione di 130mila euro, il disavanzo è stato ridotto a 558mila euro. Il Cda della Fondazione Teatro Verdi di Pisa prevede di chiudere il 2009 con una perdita intorno ai centomila euro, senza sacrificare l'attività artistica. Il presidente Cortopassi spiega che il ridimensionamento di spesa si concretizza attraverso una serie di passaggi obbligati, tra cui il contenimento delle spese di gestione e dei costi del personale.
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