La Regione, quale ente di programmazione, ha predisposto un piano per il recupero delle cave dismesse per mitigarne col tempo l'impatto visivo negativo. Il piano prevede che siano le Province a coordinare l'attività di gestione dei Comuni per il recupero delle cave non coltivate. Infatti, dovranno essere modificatiadeguati gli strumenti urbanistici per consentire l'attività di estrazione del materiale di cava. Tenendo conto delle scarse risorse economiche a disposizione dei Comuni, l'assessore provinciale all'ambiente ha predisposto un piano per il recupero delle cave, il quale prevede la riapertura delle medesime e la coltivazione per il 30 per cento di quanto estratto con definitivo recupero dell'area a conclusione dell'operazione. Non è dato conoscere nei dettagli i particolari e la tempistica dell'operazione. I Comuni interessati nella zona sono Vecchiano e S. Giuliano Terme, i quali presentano le "ferite" più evidenti e significative. Sono favorevole all'iniziativa in quanto consentirebbe una diminuzione dei costi nella realizzazione delle opere di urbanizzazione nelle nuove costruzioni e quindi del prezzo finale delle abitazioni. Infatti, in seguito alla chiusura delle cave in zona i costruttori per l'approvvigionamento si rivolgono alle cave della Garfagnana o del Monte Amiata con costi notevoli di trasporto che incidono sul prezzo finale degli edifici.