Ma la soprintendente è ottimista: non può andare peggio Dopo il comunicato pubblicato ieri da Repubblica "Mancano tecnici geometri, contabili" «Capisco il disagio dei miei architetti e funzionari, che in passato è stato pure il mio, anche se ora la situazione è peggiorata. Arrivo però a dire di essere ottimista, perché non credo che lo Stato possa continuare a permettersi di trascurare un settore così nevralgico anche per la propria economia. E auspico che presto a tale settore sia data la possibilità di esercitare a pieno titolo un ruolo, con mezzi adeguati». Il direttore regionale per i Beni Culturali Liliana Pittarello commenta così, il giorno dopo, la presa di posizione del personale direttivo della soprintendenza in occasione del seminario «Beni architettonici 360», organizzato laltro ieri a Palazzo Chiablese per lundicesima Settimana della Cultura indetta dal ministero. Larchitetto Maria Carla Visconti, a nome di tutti i colleghi, aveva letto un comunicato di denuncia del disagio legato alla scarsità di mezzi e personale, pubblicato ieri da Repubblica. Si voleva segnalare «quello che cè dietro la patinata iniziativa ministeriale. Iniziativa cui, per dovere e passione, abbiamo dato comunque il nostro contributo». Era seguito lelenco dei beni aperti al pubblico in Piemonte, regge, palazzi, abbazie, forti, in condizioni sensibilmente migliorate negli ultimi quindici anni in seguito allimpegno da parte di organici sempre più esigui (al comunicato seguirà una lettera del soprintendente Francesco Pernice, indirizzata alla direzione generale a Roma). «Entro fine anno dovrebbero arrivare i vincitori dellultimo concorso indetto, dopo dieci anni, dal ministero per i beni culturali, per il quale si sono già effettuate in autunno le preselezioni», continua Pittarello. In Piemonte è previsto linserimento di 11 architetti, 4 archeologi, 2 storici dellarte, un archivista, oltre a 3 addetti amministrativi e 41 assistenti alla vigilanza, sicurezza e accoglienza del pubblico, distribuiti su tutto il territorio regionale (27 andranno ai musei e monumenti, 8 ai siti archeologici, 6 agli archivi e biblioteche). «Il concorso porterà un po di ossigeno, dal momento che il lavoro per noi è tantissimo e siamo pochi. Certo i problemi permangono, proprio perché questo ministero, nato solo nel '75, non si è mai preoccupato troppo di inserire personale intermedio, il primo oltre tutto a diminuire nei momenti di tagli come questo. La mancanza di tecnici, geometri, contabili, degli addetti alla segreteria, diventa drammatica quando si affrontano i grossi appalti per i cantieri, gestendo milioni». Pittarello, che sottolinea come i problemi denunciati si pongano anche per le altre soprintendenze, per gli archivi e le biblioteche, appoggia dunque la protesta e spera che da Roma qualcosa si muova. Lo sperano anche e soprattutto i funzionari, stanchi di una situazione che ha trasformato «quello che dovrebbe essere un ufficio pubblico a servizio della collettività in una donchisciottesca baraonda che si affanna, giorno dopo giorno, a risolvere almeno i temi più gravi e urgenti». Allimpegno delle soprintendenze veniva contrapposto nel comunicato «il disimpegno del ministero per i Beni e le Attività culturali nel risolvere con efficacia ed efficienza la desertificazione dei nostri uffici». «Ci aspettiamo che qualcuno prenda in seria considerazione a Roma il problema degli architetti, siamo stanchi di essere considerati dei volontari - dice Visconti - La nostra inoltre è una regione che non riceve abbastanza rispetto alla sua estensione e a tutto quello che fa».