Caccia al tesoro nascosto dellex patron del Premio. I pm convinti: li ha investiti in case Otto milioni di euro, centesimo più, centesimo meno. Eccolo, "truc e branca" ("suppergiù", ma non certo per eccesso, come si dice nel dialetto delle Langhe) il tesoro ancora nascosto di Giuliano Soria. Volatilizzato, prosciugato dalla casse del Premio Grinzane Cavour e sottratto ai fondi pubblici erogati dal 2004 (prima i reati sono già prescritti) dalla Regione Piemonte e dal Ministero dei Beni Culturali. Per la prima volta dalla cattura dellex patron letterario, "Repubblica" è ora in grado di ricostruire entità e provenienza del "bottino". La procura torinese e gli esperti delle Fiamme Gialle hanno già unidea precisa sulla somma e anche sulla sua destinazione occulta (ma non troppo). Il riserbo sembra preludere al definitivo balzo dellinchiesta sul "Grinzane" che ha portato in cella, oltre al suo presidente, anche il fratello Angelo Soria, funzionario regionale accusato di peculato. Non è però impossibile rimettere assieme questa "partita doppia": consultando gli atti ufficiali della Regione e del ministero, il sito del "Grinzane", le indiscrezioni che trapelano dal lavoro del liquidatore del Premio, Enrico Stasi, le prime contestazioni dei magistrati e le ammissioni di Soria negli interrogatori. Infine, attraverso i documenti sequestrati: persino un falso "Premio alla Comunicazione" mai esistito e assegnato a un giornalista della Rai che non seppe mai di averlo vinto: ma tanto bastò per giustificare luscita di 25mila euro finiti nelle tasche dellex patron. Così come era sempre Giuliano Soria a falsificare le firme di attrici e attori (è accaduto a Eleonora Giorgi) per inesistenti ingaggi, riproducendo veri contratti risalenti però ad anni precedenti. Il bilancio finale è rapido. Cominciamo da quanto è costato davvero il "Grinzane": ogni anno un milione di euro, per cinque milioni complessivi a partire dal 2004. Circa 253mila euro per pagare i premi agli scrittori, 354mila euro per alberghi e ristoranti, altri 356mila per lorganizzazione. Veniamo ora alle ingenti entrate, anchesse ufficiali: 10.771.491 euro in 5 anni dalla Regione Piemonte per organizzare le attività culturali, 3.427.344 per il restauro del Castello Rorà di Costigliole dAsti. Dal ministero, invece, sono giunti 2 milioni di euro per acquistare la sede del premio e 3.832.900 euro ancora per il castello. In tutto, 14 milioni di euro per il premio e quasi 8 per il maniero. A questo punto il bilancio del dare e avere clandestino, in cui laritmetica illegale soverchia la letteratura, dice che Soria negli ultimi cinque anni dovrebbe aver sottratto ai contribuenti circa altri 8 milioni di euro, tenuto conto dei 5 spesi alla luce del sole, dei circa 4-5 impiegati nel parziale restauro di Costigliole e dei 3-4 già ricostruiti dagli inquirenti e usati per le spese personali dellex patron e della sua famiglia (una vita "alla grande": alberghi e ristoranti di lusso nel mondo, auto con chauffeur, persino elicotteri) e per acquistare lalloggio di Torino o far restaurare quelli di Ospedaletti e di Parigi. Ma dove sono finiti tutti quei soldi? Gli investigatori stanno spulciando gli atti notarili, convinti ormai di aver provato il "sistema Soria": con linteresse letterario in disarmo e invece il gigantismo in auge al solo fine di accrescere lenorme "fondo cassa" pubblico da cui attingere. Da buon provinciale che arriva dal mondo contadino, lex patron del "Grinzane" ha poi scelto di investire nel "mattone": gli inquirenti hanno visionato, con un certa sicurezza, una dozzina di rogiti per alloggi e mansarde a Torino, ad Asti e nel Monferrato. Lultimo segreto del "professore".