Lavori fermi in un monumento al momento abbandonato di Angelo Forgione Continua la lunga odissea del degrado che avvolge il patrimonio artistico della città. Come non parlare delle attuali condizioni della splendida "Galleria Umberto I"? Una galleria pedonale di fine '800 di fattura anche più pregevole della sorella milanese ("solo" tenuta meglio); un vanto per la città che finisce invece per essere strozzato. Questa volta però il paradosso è di dimensioni sesquipedali perché, oltre all'aggressione e all'incuria dei napoletani, che già avevano ridotto il monumento in condizioni poco decorose, ci si è messo pure il Comune di Napoli ad aggravare le cose. Più di un anno fa, nella galleria partirono dei lavori di rifacimento delle volte vetrate. Pur con non pochi disagi per i commercianti, turisti e frequentatori del luogo cominciarono a familiarizzare con delle impalcature che si arrampicavano fin sopra la copertura in vetro. Il termine dei lavori era indicato a Dicembre 2008 ma in autunno si era già capito che quella scadenza non sarebbe mai stata rispettata. Nello scorso Marzo, quando già la situazione era malsopportata, i lavori si sono improvvisamente fermati e ad oggi non è dato sapere quando saranno ripresi. L'empasse deriva da una serie di pastoie burocratiche createsi dopo che il finanziamento, da europeo, è diventato comunale. A seguito di ciò, il Comune di Napoli dalle casse vuote, non ha più pagato la ditta che lavorava al restauro e tutto si è arenato. Oggi, in galleria non si vede più un operaio sui ponteggi sostanzialmente "parcheggiati", il cui noleggio produce un ulteriore costo vivo da scontare in seguito. Questa situazione ha quindi aggravato l'incuria e il degrado che hanno preso il sopravvento su un monumento a tutti gli effetti abbandonato. Il riattamento incompleto delle nuove volte in vetro ha mostrato ben presto la sua perniciosità; non avendo effettuato una completa sigillatura, la copertura è rimasta permeabile e, quando piove, i pedoni e il pavimento finiscono col bagnarsi. Conseguenti i rischi per l'integrità dei marmi, già frammentati e in cattivo stato di conservazione, sempre più compromessi dalla presenza ormai deleteria dei ponteggi. I mosaici decorativi che ornano lo slargo centrale risultano ormai vistosamente danneggiati e privi di intere porzioni di tasselli. Gli oblò in vetro presenti sul pavimento sono ormai tutti spaccati e talvolta coperti alla meglio dai commercianti al fine di evitare pericolosi infortuni. I lampioni mancano di lampade a causa delle partite di calcio che si disputano nello storico edificio a qualunque ora del giorno e della notte. E ovviamente immancabili sono le scritte a spray che deturpano i marmi perimetrali sia interni che esterni. Alla vigilia di Pasqua è crollata al suolo l'ala di un'aquila decorativa all'ingresso di Via Toledo, pur fatalmente senza danni alle persone, a testimonianza di una città i cui monumenti cadono a pezzi senza che chi ne è preposto alla tutela faccia nulla per evitarlo. Il fregio marmoreo era già rovinato da tempo e, quantunque già un anno sia stato segnalato che quell'elemento rischiava di venir giù, nessuno ha provveduto a salvaguardarlo; non il Comune che se ne è lavato le mani visto che le facciata esterna su Via Toledo pare essere di competenza condominiale, non i proprietari dell'edificio esterno. Ora, all'ingresso di Via Toledo campeggia un'imbracatura di sicurezza a trattenere ciò che resta di quell'aquila e dare, con i ponteggi sullo sfondo, un poco edificante colpo d'occhio. Per completare il quadro della disperazione, pare che i frammenti crollati dell'aquila non siano stati consegnati alla Soprintendenza ma siano stati indirizzati, udite udite, in discarica. A distanza di qualche giorno accadeva l'ultimo degli episodi inquietanti: sotto al porticato architravato di fronte al San Carlo, veniva dato alle fiamme un ciclomotore, scempio che ha danneggiato irreparabilmente i marmi, anneriti, avvallati e spaccati dal calore. Ulteriore dimostrazione della libertà di cui godono i tanti vandali che minano costantemente, e con perverso godimento, i monumenti della città. Le condizioni attuali della Galleria "Umberto I" sono descritte con immagini eloquenti in una video-denuncia del Movimento V.A.N.T.O. (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell'Orgoglio), disponibile su Youtube all'indirizzo http:www.youtube.comwatch?vo60okrtRdhw E' auspicabile che l'approvazione in corso del bilancio comunale "lacrime e sangue", come definito dal Sindaco, sblocchi gli intoppi affinché il monumento torni a vivere, ad essere punto di riferimento nella vita dei napoletani e a ridare il respiro commerciale che il sito ha sempre avuto. Tutto questo pesa gravemente sui giudizi dell'UNESCO che, come evidenziato in queste pagine, sta monitorando il centro storico di Napoli e, nella riunione di Giugno a Siviglia, renderà note le eventuali sanzioni adottate per una città il cui patrimonio artistico e monumentale è stato veicolato al degrado dalla sua amministrazione comunale.
NAPOLI - Galleria "Umberto I", un pezzo di storia a pezzi
La Galleria Umberto I a Napoli è in stato di degrado e abbandono. I lavori di restauro iniziati nel 2007 sono stati fermati nel 2008 e non sono stati ripresi. Il Comune di Napoli non ha pagato la ditta che lavorava al restauro e la situazione è peggiorata. La copertura della galleria è stata danneggiata e i mosaici decorativi sono stati danneggiati. I lampioni sono stati spenti e le scritte a spray hanno danneggiato i marmi. Una aquila decorativa è crollata al suolo e i frammenti non sono stati consegnati alla Soprintendenza.
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