CAGLIARI. «Avevamo scelto Gilles Clement perchè è il più grande paesaggista vivente, cercavamo da lui un'idea per il futuro di Tuvixeddu. Ma non ho pattuito alcuna cifra in cambio del suo lavoro, tutto era rimandato alla firma di un contratto che poi non c'è stato». Tre ore e mezzo davanti al pubblico ministero Daniele Caria, la volontà di chiarire ogni aspetto della vicenda Tuvixeddu e di uscire subito dall'inchiesta che lo vede indagato per abuso d'ufficio insieme all'ex governatore Renato Soru: Carlo Mannoni, ex assessore ai lavori pubblici e alla pubblica istruzione, ha lasciato il palazzo di giustizia attorno alle 19 insieme al difensore Michele Schirò e si è dichiarato tranquillo: «Ho detto al magistrato come stanno le cose, poi lui farà le sue valutazioni». Chiara la linea difensiva: «La delibera che stanziava genericamente 150 mila euro per il progetto alternativo non ha avuto seguito perchè gli uffici hanno bloccato tutto - ha spiegato Mannoni, parlando col cronista - noi eravamo convinti che trattandosi del miglior paesaggista al mondo si potesse affidargli l'incarico direttamente». Poi è stato il Banco di Sardegna a versare 50 mila euro nelle tasche del professionista: «L'ho saputo il giorno prima del Festarch, ma Clement e i suoi collaboratori sono andati avanti senza alcun contratto, hanno elaborato il progetto sulla base di materiale disponibile non fornito dalla Regione. La prestazione c'è stata, è vero. Ma Clement ha concluso il lavoro senza alcuna certezza sul pagamento». Per Mannoni «tutto si è concluso in quattro-cinque settimane». L'ipotesi d'accusa per la quale la Procura indaga Mannoni e Soru è riferita alla scelta di affidare a Clement la pianificazione delle superfici di proprietà di Nuova Iniziative Coimpresa senza una gara di progettazione. Clement, come ha confermato al magistrato la sua collaboratrice Laura Bosio, aveva pattuito per il suo lavoro un compenso di 150 mila euro di cui ha poi ricevuto solo un terzo. Il resto è rimasto in sospeso e malgrado i solleciti di Clement la Regione non ha saldato il debito. Nei vari passaggi tecnici della vicenda, in cui mai compare una procedura di evidenza pubblica, Mannoni sembra seguire la linea del presidente della Regione e si impegna a favorire l'elaborazione di un progetto alternativo per il colle punico. In quella fase della vicenda - siamo nel 2007 - il Tar doveva ancora esprimersi sulla legittimità dei nuovi vincoli per notevole interesse pubblico imposti dalla Regione su Tuvixeddu e poi cancellati dai giudici amministrativi di primo e secondo grado. Nella sentenza dell'8 febbraio 2008 il tribunale di piazza del Carmine aveva parlato di "vizio di sviamento di potere" ipotizzando che l'amministrazione Soru avesse puntato la prua sul piano Coimpresa non tanto per difendere dal cemento l'area archeologica quanto per dare il via libera al piano di Clement. Quel passaggio della sentenza era stato poi ripreso dall'avvocato Agostinangelo Marras in un esposto presentato per conto del gruppo Cualbu. Qui hanno origine le accuse ipotizzate per Mannoni e Soru. Su questi aspetti Caria ha chiesto spiegazioni all'ex vicepresidente della Regione, che ha risposto. Ora si attende il prossimo passo del pubblico ministero, che potrebbe chiamare Soru. Nel frattempo il Nucleo Ispettivo della Corpo Forestale verificherà alcuni aspetti della vicenda anche sulla base dell'interrogatorio sostenuto da Mannoni ieri pomeriggio.
SARDEGNA TUVIXEDDU - Mannoni: Clement non è stato pagato
Il presidente della Regione Carlo Mannoni è stato indagato insieme all'ex governatore Renato Soru per abuso d'ufficio in relazione alla vicenda Tuvixeddu. Mannoni ha affermato di aver seguito la linea del presidente della Regione e di aver favorito l'elaborazione di un progetto alternativo per il colle punico. Ha anche affermato che la delibera che stanziava 150 mila euro per il progetto alternativo non ha avuto seguito a causa dei blocchi degli uffici. Mannoni ha anche affermato di aver ricevuto solo un terzo del compenso pattuito per il suo lavoro.
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