Prima che la bagarre scoppiasse, prima del braccio di ferro tra Renato Soru e Gualtiero Cualbu, era stato il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli a sollecitare soprintendenze e amministrazioni: «Tutelate il colle di Tuvixeddu e la sua necropoli ». Era il dicembre 2006. Il documento è tra il materiale che l'ex assessore Carlo Mannoni ha prodotto in Procura nell'interrogatorio di ieri, per provare la sua estraneità all'ipotesi di abuso d'ufficio che la Procura gli contesta, in concorso con Renato Soru. Indagato in qualità di ex responsabile ad interim dei Beni Culturali, ieri Mannoni ha spiegato al sostituto procuratore Daniele Caria il suo ruolo nel caso del paesaggista francese Gilles Clément, autore del piano "B" sui colli contesi, scelto dalla Regione ma in maniera ambigua. E forse, fuorilegge. L'INTERROGATORIO. La sostanza di tre ore di botta e risposta - dalle 17 alle 20 - appare semplice. Mannoni aveva inviato solo una generica lettera nella primavera del 2007 al paesaggista francese, Gilles Clément, fino ad allora a lui completamente sconosciuto. «Dopo avevo dato mandato agli uffici di formalizzare il progetto, in forma di consulenza non certo di incarico - ha spiegato con voce pacata all'uscita dell'interrogatorio, accanto al penalista Michele Schirò - Ma loro si opposero, e dunque non se ne fece nulla. Infatti è stata poi la Fondazione Banco di Sardegna a pagare lo studio». Cinquantamila euro di parcel- la, invece dei 150mila che sembravano spettare al francese, almeno stando alla delibera di Giunta del maggio 2007 sul generico "studio paesaggistico" da pagare, appunto, con 150mila euro. Nell'atto non si citava Clément. È comparso solo il 29 giugno 2007, a Festarch, quando lo stesso Soru ne presentò il progetto, Karalis, ovviamente alternativo all'intervento di Nuova Iniziative Coimpresa. Il suo nome appare in un atto formale solo il 22 agosto, quando la Giunta diede mandato agli «assessori competenti» di rivedere il vincolo sul colle in base al progetto Karalis di Clément. Ma «si è parlato di me - ha assicurato sorridendo Mannoni - Non di Soru». L'ex Governatore è coindagato per la stessa ipotesi, abuso d'ufficio: il sospetto è che sia stato lui, grande appassionato di design e architettura di alto profilo, ad individuare il paesaggista d'oltralpe. Difficile pensare che il pm non abbia pronunciato il suo nome. Perché nell'inchiesta sembra fondamentale capire da chi sia nata l'idea di affidarsi a Clément. Mannoni non l'ha voluto dire ai microfoni. Ma lui, il famoso "giardiniere" francese, star europea del paesaggio, non lo ha mai sentito nominare prima del braccio di ferro Soru- Cualbu. Il prossimo passo della Procura, dunque, potrebbe essere quello di ascoltare la versione dei fatti dell'ex Governatore. Ma non è detto che il documento portato ieri da Mannoni possa gettare nuova luce sull'intera vicenda del vincolo esteso all'intero colle della necropoli. Vincolo che Soru aveva cercato di ampliare a tutti i costi, persino attraverso procedure censurate dai giudici.