Rischio sismico - Il presidente della Regione: "Avviate azioni concrete per la prevenzione, ma servono molti soldi" "I tre miliardi di euro necessari per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina sono esattamente la stessa cifra che servirebbe per difendere la Calabria dal rischio sismico". Lo ha detto a margine di una iniziativa sul rischio sismico "Per un'Italia più sicura", organizzato dagli Amici della terra, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. "Siamo consapevoli che da cinquant'anni in Italia non si fa una grande opera della portata che potrebbe avere il Ponte - prosegue Loiero - e non siamo contro il ponte sullo stretto in maniera dogmatica. Ma la cifra necessaria per realizzarlo - ribadisce - è esattamente la stessa che servirebbe per mettere in sicurezza la nostra regione". Al contrario, con quella cifra si rischia invece di costruire "un ponte in una zona sismica e ventosa". Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero intervenendo invece all'iniziativa ha precisato come "la Calabria, molto prima della tragedia dell'Abruzzo, ha avviato azioni concrete per la prevenzione del rischio sismico, sia negli edifici pubblici, sia attraverso nuove regole per l'edificazione. Affinché la memoria del grande terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina, con i suoi infiniti lutti, non rimanesse un ricordo sterile con la semplice celebrazione di un doloroso centenario, abbiamo deciso l'avvio di una rigorosa politica antisismica". "Sulla memoria di quella tragedia - aggiunge - abbiamo costruito un valore attivo e pedagogico per i cittadini calabresi e per tutelare ciò che rimane del nostro patrimonio storico-artistico e mettere in sicurezza quello urbanistico. Siamo partiti nel 2007 avvalendoci del supporto tecnico-scientifico della Fondazione "Eurocentre", abbiamo già finanziato lavori antisismici in 515 scuole e riservato altre risorse sui fondi europei. Inoltre - prosegue - sono state avviate le consultazioni con le categorie economiche sulla legge che prevederà le nuove regole edilizie e che sarà approvata entro luglio. Ma le risorse regionali sono insufficienti, perché solo per la messa in sicurezza degli edifici in Calabria potrebbero servire addirittura 3 miliardi di euro, quanti sono stati finora previsti per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina". Secondo Loiero "la Calabria, come hanno riconosciuto tutte le autorità intervenute, questa volta ha avviato in anticipo un cambiamento strutturale e positivo sul patrimonio edilizio. Il lavoro, iniziato dalla Giunta regionale nel 2007, finora è stato attuato in quattro tappe". "Dal dramma del terremoto dell'Abruzzo - ha detto ancora Loiero - esce sia l'Italia peggiore che quella migliore, l'Italia che non ha saputo costruire e quella della solidarietà. Ma allora bisogna dire che in questi casi torna sempre fuori la cultura dell'emergenza, che il Paese non disdegna, perché lascia alla politica moltissima discrezionalità". Loiero sottolinea poi come "non dobbiamo neppure dimenticare che nella recente proposta del piano-casa uno degli elementi di conflitto tra Governo e Regioni è stato proprio sull'idea di derogare ai controlli sulle norme antisismiche per gli edifici. È positivo che la maggioranza abbia cambiato idea e che adesso si punti alla sicurezza delle abitazioni. Tutta la Calabria - conclude Loiero - è a rischio sismico. Su 409 comuni calabresi 261 ricadono in zona 1, quella più pericolosa, mentre gli altri 148 comuni sono censiti a medio rischio". "Bisogna utilizzare i miliardi di euro necessari per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina per mettere in sicurezza gli edifici della Calabria dal rischio sismico. Bene ha fatto a ribadirlo a chiare lettere il presidente della Regione Agazio Loiero". Lo ha dichiarato l'assessore regionale all'Urbanistica e Governo del Territorio Michelangelo Tripodi. "Quello che aggiungiamo noi però continua Tripodi è l'assoluta contrarietà ad un'opera dannosa, devastante dal punto di vista ambientale, costosissima e inutile sia per la Calabria sia per la Sicilia. Il Ponte non deve essere costruito. È impensabile infatti che in un paese martoriato da tragedie come quella accaduta in Abruzzo piuttosto che sostenere con estremo vigore e a tutti i livelli un piano per la messa in sicurezza, la manutenzione, il recupero e la valorizzazione del territorio, si pensi ancora alla realizzazione del Ponte sullo Stretto proprio in una delle zone a più alto rischio sismico del mondo". Secondo l'assessore Tripodi "quello che sta facendo il governo Berlusconi è a dir poco vergognoso e di una gravità assoluta. Invece di spingere sull'acceleratore per avviare una nuova politica fondata sulle regole e sulla legalità che guardi al territorio, all'ambiente e al paesaggio come risorse e opportunità di tutela e di sviluppo dell'intero paese, risponde sprecando altre risorse per la progettazione di un'opera che dovrebbe poggiare i suoi pilastri su un territorio contrassegnato da bollino rosso e già tristemente noto per i catastrofici terremoti che si sono succeduti nei secoli. Per questo ci ritroviamo a ribadire per l'ennesima volta la netta contrarietà al Ponte sullo Stretto di Messina. Bisogna smetterla di sperperare nuovo denaro pubblico per un progetto che non ha ancora nulla di definitivo, ma solo tanti dubbi e tantissimi rischi sulla sua fattibilità". "Pertanto, se non vogliamo più assistere a distruzione e morte afferma infine Michelangelo Tripodi - occorre una seria politica di interventi per la manutenzione, messa in sicurezza, riqualificazione e recupero del patrimonio edilizio pubblico e privato iniziando proprio dalle zone a rischio sismico. Così come è stato fatto e si sta facendo in tutti i paesi civili che convivono con la minaccia del terremoto ma sono attrezzati per affrontarla".
ROMA. Loiero: "I fondi del Ponte sullo Stretto per la sicurezza della Calabria"
Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha sottolineato l'importanza di utilizzare i 3 miliardi di euro necessari per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina per mettere in sicurezza gli edifici della Calabria dal rischio sismico. Loiero ha ricordato che la Calabria ha avviato azioni concrete per la prevenzione del rischio sismico, sia negli edifici pubblici, sia attraverso nuove regole per l'edificazione. Tuttavia, le risorse regionali sono insufficienti per coprire tutti i costi necessari.
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