"II Castello di Rivoli. Arte, educazione, convivenza. Il successo di un museo raccontato da Ida Ciancili". Luca Sossella editore Un libro, curato da Elena del Drago, che inaugura una nuova collana dedicata ai luoghi espositivi per l'arte contemporanea in Italia e in Europa narrati dai loro direttori. «II museo deve essere un luogo che gli artisti Sentono proprio, dove il loro lavoro sia posto in giusto risalto», spiega Ida Ciancili a Elena del Drago nel corso di una lunga intervista ora pubblicata nel libro Castello di Rivoli, Arte educazione, convivenza. Il successo di un museo raccontato da Ida Ciancili (Luca Sossella editore, 12). E poco oltre aggiunge che la sua ambizione è guidare «un museo che artisti e pubblico sentissero loro», nel quale «l'energia delle opere deve dialogare con l'energia del pubblico.» Artisti e pubblico, ovvero ricerca, diffusione e «intrattenimento», sono i poli attraverso i quali si dipana la lunga intervista di Elena Del Drago alla direttrice del più importante museo italiano di arte contemporanea nel libro che inaugura una collana dedicata ai luoghi espositivi per l'arte contemporanea in Italia e in Europa. Ogni volume si articolerà in una intervista al direttore dello spazio e l'analisi di un aspetto significativo dell'attività dell'istituzione, nel caso del castello di Rivoli, il Dipartimento Educazione. Le interviste esplorano «quei meccanismi che permettono ai musei di diventare una straordinaria macchina comunicativa per la cultura visiva contemporanea.» Dunque il non sempre facile connubio tra vocazione istituzionale - ovvero l'acquisizione e valorizzazione del patrimonio contemporaneo e la promozione delle ricerche più significative degli artisti viventi - e la sopravvivenza in una industria culturale nella quale pesano sempre di più pratiche non sempre sofisticate di marketing culturale e l'idealizzazione un po' ingenua dei musei di arte contemporanea come luoghi che attirano il turismo e il consumo culturale tout-court. Ida Ciancili, direttrice dal 1991 del Castello di Rivoli, è in Italia l'interlocutrice ideale per analizzare questi temi, non soltanto perché guida un museo unico nel panorama italiano, ma anche perché ha vissuto dall'interno la trasformazione dei musei di arte contemporanea negli ultimi trent'anni. Il progetto del Castello di Rivoli, come lo racconta Ida Ciancili, è molto «tradizionale» pur nell'assoluta contemporaneità delle scelte collezionistiche ed espositive. Rivoli è un museo che fin dalla sua fondazione, nel 1984, si è preoccupato di costruire una collezione che fosse internazionale ma che avesse un particolare riguardo per l'arte italiana, ovvero l'arte povera, la transavanguardia e le ricerche successive. E' un museo che non si mette in competizione con le gallerie e non acquista giovanissimi, ma si pone il problema di garantire una permanenza all'opera che acquisisce; non a caso molte delle opere esposte sono prestiti a lungo termine di artisti oppure sono state acquisite con la loro collaborazione. Tutti gli altri aspetti dell'attività del museo si collegano a questa prospettiva: dai progetti curatoriali per le mostre collettive come Posi Human (1992) e Quotidiana (2000), alle mostre personali, ai progetti specifici per il museo (Olafur Eliasson, 1999), a quelli per bambini (Stefano Arienti 2001), alle mostre più storiche come quella attualmente in corso dedicata alla Transavanguardia, alla collezione di video. Determinante per la: dinamicità del museo è la sua struttura gestionale: il castello di Rivoli è finanziato per metà dalla Regione Piemonte e per metà da privati come la Fondazione della Cassa di Risparmio di Torino, la Fiat e la Camera di Commercio. In occasione della attuale mostra della Transavanguardia, la Fondazione Crt ha acquistato e consegnato al museo in deposito permanente dieci opere. Altrettanto determinante è il rapporto con il territorio, con la Galleria d'Arte Moderna di Torino, il Politecnico, il Dams e, attraverso il Dipartimento Educazione, con le scuole della zona, anche quelle di San Sai-vario. Un museo aperto che non banalizza nessuno, né gli artisti, né le loro opere, né tanto meno il pubblico.
Tra artisti e pubblico, camere con intervista.
Il libro "Castello di Rivoli. Arte, educazione, convivenza. Il successo di un museo raccontato da Ida Ciancili" racconta la storia e la gestione del museo di arte contemporanea di Rivoli, in Italia, attraverso un'intervista con la sua direttrice, Ida Ciancili. Il museo è stato fondato nel 1984 e si è concentrato sulla collezione di arte italiana, in particolare l'arte povera e la transavanguardia. La sua struttura gestionale è finanziata a metà dalla Regione Piemonte e a metà da privati, e il museo ha un rapporto stretto con il territorio e le scuole locali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo