Fra i gioielli riportati alla luce la sala da pranzo estiva e il divano per i banchetti Oggi linaugurazione dellarea archeologica vicino ad Ascoli Satriano scoperta nel 2003 A Faragola, si banchettava e danzava sulla fine del mondo. Nella seconda metà del V secolo dopo Cristo, mancavano pochi anni alla caduta dellImpero romano dOccidente, da Nord calavano i barbari e le colonie africane erano ormai in mano ai Vandali. Il mondo antico collassava, ma questa parte di Puglia per la famiglia senatoria che riedificò la splendida villa di Faragola (forse gli Scipioni Orfiti, ma nulla si sa di certo) e per le tante famiglie della medesima importanza che vi si insediarono, appariva come un piccolo paradiso per il grano, le derrate, gli allevamenti di pecore. «Qui, nella generale instabilità economica, militare e sociale, si concentrò il nocciolo duro della proprietà senatoria aristocratica che si concedeva ancora il lusso dei banchetti e delle terme, alla fine del tardo antico»: a sottolinearlo è il rettore dellUniversità di Foggia, Giuliano Volpe. Appassionato archeologo, ha diretto i lavori che questa mattina alle 10 restituiranno alla fruizione del pubblico una parte dellarea archeologica di Faragola - duemila metri quadri nel territorio di Ascoli Satriano - una delle più importanti della Capitanata. E, in particolare, sveleranno la sala da pranzo estiva, la cenatio della lussuosissima villa tardoantica. «Proprio questa parte della villa - spiega Volpe - assomma le stratificazioni alle quali è stata sottoposta questarea». Vi sono i resti di un villaggio di età daunia, del VI-V secolo avanti Cristo, con mosaici a ciottoli, poi abbandonato. I romani vi arrivarono tra età tardo repubblicana e primo imperiale, fra I e III secolo dopo Cristo, andando via forse in seguito a un terremoto. La villa tardoantica, del resto, ingloba i resti di un peristilio proprio nella cenatio e il primo impianto delle terme. E quando tutto finisce, la stessa cenatio diventa una stalla allinterno di un villaggio contadino longobardo con i maniscalchi a recuperare il piombo delle tubature delle terme. «Insomma, un affresco completo delle occupazioni della valle del Carapelle». Giuliano Volpe e Maria Turchiano, che ha condiviso con lui la direzione degli scavi, sin dal 2003 lavorano a una campagna tuttora in corso che ha lentamente riportato alla luce Faragola. Qui sono arrivati giovani archeologi delle università italiane, americane, albanesi e algerine, trasformando il sito in un cantiere-scuola. I lavori sono stati finanziati con fondi Pis della Regione, per un totale di 700 mila euro. Ma ritorniamo alla villa tardoantica, vero e proprio scrigno di meraviglie con la sua cenatio, con vista sulla valle. «Qui è possibile ammirare uno stibadium, il divano per banchetti semicircolare meglio conservato al mondo. Finora lo conoscevamo solo attraverso testi o pitture». Le stesse terme, estese oltre mille metri, rappresentano uno dei più grandi complessi privati del genere finora individuati in Italia. Questa mattina, dunque, si renderà fruibile al pubblico la prima parte dei lavori, con la copertura della cenatio. «La struttura - spiega Volpe - serve a dare lidea della volumetria e a conservare sul posto quello che abbiamo trovato in materia di reperti, come i pannelli in opus sectile in marmo e vetro già esaminati sul posto dagli studiosi del Istituto centrale del Restauro. Serve a proteggere e non creare il dannosissimo effetto serra, grazie alluso di strutture traspiranti di legno e goretex. Soluzione che potrà pure essere contestata, ma assicura il controllo costante del microclima e limita il processo di degrado perché il restauro può bloccarlo ma non fa miracoli». I visitatori, attraverso camminamenti, potranno girare intorno alla cenatio, avere limpressione di assistere a un banchetto guardando dalla porta daccesso e, attraverso una stazione informatica, la "time machine" torneranno indietro nel tempo con la ricostruzione in 3D. Il sito dovrebbe essere fruibile tutti i giorni, ma sempre con visite guidate. I lavori devono continuare, dunque, per procedere al restauro del mosaico delle terme e musealizzare tutto il resto del parco. Ma stamattina, tempo permettendo, linaugurazione sarà pari a una festa: fra gli "invitati", il presidente della Regione, Vendola, quello della provincia di Foggia, Pepe, il direttore regionale dei Beni culturali, Martines, il soprintendente archeologo Andreassi, il sindaco di Ascoli Satriano, Rolla, e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Castorani.