La lettera "Si tagliano i bilanci però si vuole il lustro della Settimana della Cultura" Eppure questi straordinari risultati, come la capillare attività di tutela che abbiamo svolto e svolgiamo sul territorio, i nostri cantieri, il contributo alla conoscenza, le iniziative di valorizzazione, la collaborazione a piccoli e grandi restauri, le relazioni che riusciamo a stabilire con gli enti locali, le Curie, le Associazioni nel comune interesse di favorire la conoscenza e la conservazione del patrimonio culturale e del nostro paesaggio, sono stati condotti e raggiunti grazie allo straordinario impegno di singoli che hanno operato allinterno di una struttura che, già carente in partenza, si è ulteriormente impoverita nel corso degli anni. Le enormi falle nel tessuto connettivo dellUfficio, costituito dalle attività tecniche e amministrative, a partire dai servizi di segreteria fino agli archivi, il comunque insufficiente numero di funzionari addetti alla tutela e alle strutture museali stanno riducendo quello che dovrebbe essere un ufficio pubblico a servizio della collettività in una donchisciottesca baraonda che si affanna, giorno dopo giorno, a risolvere almeno i temi più gravi ed urgenti. Possibile che in tutto questo tempo non si sia saputo, o voluto, fare della sommatoria dellimpegno di singole persone una struttura organizzata, efficace ed efficiente? Tante riforme del Ministero si sono succedute negli ultimi anni. Preoccupate principalmente di ridisegnare, a pochi anni di distanza le une dalle altre, i vertici delle strutture ministeriali, hanno determinato, in fase di attuazione, interminabili periodi di assestamento senza portare benefici effetti sulla organizzazione degli uffici periferici ulteriormente depauperati del personale assorbito dalla Direzione Regionale. Quanto sono costate queste riforme? Non sarebbe stato più utile partire dalla base valutando le esigenze degli Uffici, studiando una efficace organizzazione del lavoro per dare alle Soprintendenze una più incisiva capacità di operare sul territorio? Non si sarebbero aperti così spazi occupazionali per la miriade di giovani che hanno in questi anni creduto che la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale potesse davvero dare un sostanziale contributo allo sviluppo del nostro paese? No, ci si limita, una volta lanno, nonostante i pesantissimi tagli di bilancio, a mostrare "i gioielli". Bene, si sappia che il lustro dei "gioielli" e il capillare lavoro di tutela e valorizzazione dei beni presenti nella nostra regione sono il frutto dellimpegno delle singole persone che lavorano nelle Soprintendenze piemontesi. Impegno che ormai si sta sostituendo al disimpegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel risolvere con efficacia ed efficienza la desertificazione dei nostri Uffici. I funzionari della Soprintendenza Beni Architettonici del Piemonte
TORINO - La denuncia della soprintendenza "È merito nostro se potete ammirare questi gioielli"
La lettera dei funzionari della Soprintendenza Beni Architettonici del Piemonte lamenta le enormi falle nel tessuto connettivo dell'ufficio, costituite dalle attività tecniche e amministrative, e il comunque insufficiente numero di funzionari addetti alla tutela e alle strutture museali. Queste carenze hanno ridotto l'efficienza dell'ufficio, che si affanna a risolvere temi urgenti. I funzionari lamentano che le riforme del Ministero si sono concentrati sul ridisegnare i vertici delle strutture ministeriali, senza portare benefici effetti sulla organizzazione degli uffici periferici.
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