Percorsi fra le piante e gli alberi di Oplontis Quando si dice rifiorire. Ad Oplontis, il superbo sito archeologico di Torre Annunziata, rinascono i giardini della Villa di Poppea: in mostra le piante della struttura così come dovevano presentarsi duemila anni fa. Linedito percorso è stato reso possibile dalle avanzatissime indagini botaniche del Laboratorio di ricerche applicate della Soprintendenza di Napoli e Pompei. I lavori hanno così valorizzato la flora del sito archeologico: un ricco apparato di giardini che già al momento dello scavo, negli anni 70, fu parzialmente studiato applicando le analisi dei pollini introdotte per la prima volta in Italia dallarcheologa americana Jashemski. Tramite una complessa ricerca dei semi di decine di specie spontanee, riproposto nella cosiddetta "aiuola dei grandi calchi", il visitatore può rivivere la magia della villa con un innovativo itinerario, al centro della manifestazione "Archeologia e natura nella Baia di Napoli", in corso in nove siti della Soprintendenza fino al 2 giugno. Per festeggiare questi giardini, nuovi eppure antichichissimi, domani alle 12 è in programma una lettura classica dellattrice Cristina Donadio che proporrà brani di Omero, Virgilio, Ovidio, Fedro, Marziale, Petronio (fino ad esaurimento posti, ingresso gratuito per la Settimana dei Beni Culturali). «Oltre al Prato della Villa imperiale si possono ammirare tracce di vegetazione di epoca romana, come il ricco apparato di giardini e aiuole risalenti al primo secolo a. C., coltivati a roseti e alberi da frutta, platani, oleandri e limoni, e ancora piante da vaso, fiori e piante rampicanti», spiega larcheo-biologa Annamaria Ciarallo, direttrice del Laboratorio della Sovrintendeza. Presso la biglietteria di Oplontis, il sabato e la domenica dalle 10 alle 15, è aperto un infopoint. Rivivranno i vecchi olivi, melograni a cespugli, e nel viridario tre piccoli alberi da frutta; mentre nel portico adiacente alle terme la vasca centrale circolare è racchiusa in una piccola aiuola in cui erano coltivate piante in vaso. Al centro del grande viridario del quartiere servile campeggia una grande albero: poiché gli antichi non ne concepivano labbattimento, la fontana costruita successivamente fu adattata al tronco. Lungo la piscina rispuntano platani, oleandri e limoni, piante rampicanti lasciate crescere sulle colonne. Ironicamente la dottoressa Ciarallo così commenta liniziativa: «I napoletani sono talmente in cattivi rapporti con il verde che per vedere un po di piante bisogna andarle a pescare nella notte dei tempi». Info www. pompeiisites. org