Nella restaurata chiesa del Gesù di Casa Professa oggi alle 12,30 (e fino a domenica) si scoprono i tesori dei Gesuiti. Un nuovo percorso museale nella chiesa-scrigno di marmi mischi, da scoprire in occasione della Settimana della cultura, e sintesi finale dei restauri recentemente curati dalla Soprintendenza. Il percorso conta un centinaio di opere, che interessano tutte le arti decorative applicate, dalloreficeria alla ceroplastica, dalla scultura alla pittura, datate tra il tardo Medioevo e lOttocento. Il percorso inizia con la visita alla sagrestia, col suo monumentale arredo ligneo realizzato allinizio del Seicento dallintagliatore lombardo Giampaolo Taurino e prosegue nei locali adiacenti dove sono stati sistemati i pregiati arredi e i paramenti sacri patrimonio dei Gesuiti e finora mai esposti al pubblico. Ci sono preziosi paliotti ricamati in seta, oro, argento e coralli, che restano tra i più rappresentativi manufatti tessili del Barocco siciliano, concepiti originariamente come arredi degli altari della chiesa. Ci sono esempi di sculture lignee e marmoree, testimonianza della cultura iconografica dellordine, che raffigurano i santi gesuiti più rappresentativi e tele di Francesco Lo Jacono. Si visita per la prima volta anche la cripta di San Calogero in Thermis, entrando dalla scala di accesso originaria, individuata durante i restauri. Situata dietro le absidi di san Michele, allinterno del complesso adiacente della Biblioteca comunale, quando fu annessa a Casa Professa divenne un antro catacombale, poi riutilizzato e decorato nelle epoche successive. Nel piano intermedio cè una sezione dedicata a una galleria di dipinti datati tra Cinquecento e Ottocento, paramenti liturgici, paliotti e suppellettili sacre dai materiali particolarmente pregiati come argento, coralli, pietre preziose, avorio e cristallo di rocca. Ultima tappa, salendo al piano superiore, per vedere loratorio del Sabato, che prende il nome dalla congregazione della Croce e Martirio di Cristo che prese possesso dei locali allinizio dellOttocento: qui si possono ancora ammirare gli stucchi realizzati da Procopio Serpotta nel 1740, anchessi appena restaurati. Nel locale adiacente ci sono i pannelli con le maioliche provenienti dallo stesso pavimento delloratorio, recentemente depredate e poi oggetto di un ritrovamento lampo. Per consentire lo svolgimento delle funzioni religiose, il percorso si visita oggi dalle 16 alle 18, sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 17,45 e domenica dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle 17,45.