Il cugino Walfredo e i vicini di casa hanno presentato un esposto CASTAGNETO. Musica alta, megafoni, veicoli elettrici sulle dune, un parcheggio in pineta, l'asfaltatura di una strada privata...: il conte Walfredo della Gherardesca attacca il villaggio turistico a cui ha legato il suo nome il cugino Gaddo. L'albergo residence «Canado», aperto nel 2004 sulle ceneri dell'ex Cantiere navale Donoratico, creatura del nonno di Gaddo, sulla spiaggia dei Pianetti. Paradiso di dune, conteso tra vecchi e nuovi fruitori. Anche se la distinzione non è semplice. Perché il Canado (acronimo di Cantiere navale Donoratico) inserito fra le strutture al top del turismo castagnetano, è nato nell'ex cantiere Gherardesca. Ma anche la confinante Villa Emilia era proprietà della famiglia di Gaddo, poi venduta e negli anni Ottanta trasformata in un condominio di lusso con una decina-15 proprietari. E ora sono questi proprietari a muovere guerra al Canado. Insieme al conte Walfredo, che abita in una villa poco distante. Denunce e carte bollate. Proprio in questi giorni hanno presentato un esposto al Comune di Castagneto, alla Soprintendenza ai beni ambientali, all'Asl 6, alla Capitaneria di porto di Livorno e a tutte le associazioni ambientaliste (Legambiente, Fai, Wwf, Italia nostra). La segnalazione mostra due vedute aeree della zona d'insediamento, sottolineando «l'aumento dei volumi a discapito della preesistente pineta». Ma l'ultima goccia che ha fatto partire l'esposto è un gazebo sistemato per Pasqua sulla spiaggia a ridosso del villaggio. «Una struttura alta una decina di metri solo apparentemente rimovibile - dicono i firmatari -, ancorata a terra con veri e propri plinti in cemento armato». Lo chiamano ecomostro e si chiedono chi l'ha autorizzato e se «è lecito demolire e spianare la duna di sabbia, col suo ecosistema». Mille controlli. Gaddo della Gherardesca non fa più parte della società del Canado. Ma lo difende a spada tratta. «Una struttura che porta lavoro e benessere - dice il conte - e che ha recuperato un'area produttiva ormai dismessa. Per costruire in quella zona abbiamo dovuto chiedere migliaia di controlli e permessi». L'amministratore del Canado, Riccardo Mariotti, non sembra sorpreso. «Guardi, sono vicini di casa che ci hanno dichiarato guerra per vie legali da quando abbiamo iniziato i lavori. Solo il conte Walfredo ci ha intentato 4 cause, tra cui una per presunti abusi edilizi, e le abbiamo vinte tutte. Così come abbiamo vinto le cause coi proprietari di Villa Emilia: per i parcheggi, per i rumori... Ma non sanno darsi pace. Certo, qui prima erano gli unici a usufruire della spiaggia, adesso c'è un albergo da 500 posti letto, che porta benessere sul territorio, dando lavoro a cento persone. Ed è tutto in regola. Questa struttura è stata la prima in Toscana a presentare la Via, la valutazione d'impatto ambientale». Il maxigazebo. I volumi? «La volumetria è stata ridotta da 27mila metri cubi a 25.500 - contesta Mariotti -: ridistribuiti rispetto alla costruzione originaria, è questo che cambia la veduta aerea. Sulla spiaggia abbiamo ridotto di 20 metri il vecchio fabbricato, arretrando nell'area parcheggio». E l'ecomostro? «È un gazebo - sbotta Mariotti -: è grande sì, 100 metri quadrati, ma completamente rimovibile. E poi voglio rassicurare quelli di Villa Emilia: quest'estate non faremo neanche animazione. Più di così...» La strada nella pineta. Ai Pianetti si arriva dalla vecchia Aurelia, a sud di Donoratico, imboccando una stradina mezzo sterrata che passa sotto i piloni della variante, s'infila tra i campi a ortaggi e all'ombra della pineta recintata nei fondi chiusi arriva al mare. 2 chilometri di terra e buche che portano alla spiaggia. Quasi a metà la strada diventa privata, divisa tra Canado e Villa Emilia. A fianco Villa Margherita, residenza di Walfredo. Qui tutto parla Gherardesca, antichi signori di Castagneto. Walfredo, che porta il nome del fondatore del feudo, è in causa con il Comune dal 1975 per il pagamento dei terreni ceduti nell'ottocento da un suo avo in "enfiteusi" (un contratto di derivazione medievale).