Approvati da Regione e Provincia gli impegni di spesa a favore dello spettacolo per il triennio 2009-2011: stanziati complessivamente oltre due milioni di euro, circa 670 mila euro annui. Grazie alla decisione della Regione di incrementare i contributi alla cultura di un milione di euro, anche i finanziamenti destinati alla nostra Provincia risentono meno dei tagli nazionali all'intero settore. E se palazzo Malvezzi è costretto a ridurre di 60 mila euro rispetto al triennio precedente da 200 mila a 140 mila euro la Regione ha stanziato 530.990 euro, aumentando di 35mila euro il sostegno alle convenzioni indirette (quelle realizzate attraverso il patto con la Provincia). La legge 13, che definisce le linee guida degli stanziamenti regionali, prevede il sostegno a quelle associazioni che fanno attività di produzione, e per quanto concerne l'accordo fra i due enti locali, nel prossimo triennio il 60 dei contributi andrà alle attività teatrali, il 30 alla musica ed il restante 10 alla danza. I soggetti che usufruiranno dei finanziamenti sono 31 (30 associazioni più un coordinamento di 26 complessi bandistici), in maggioranza gli stessi degli anni scorsi; fra le realtà bolognesi Xing e Emilia Romagna Festival escono dall'accordo perché beneficeranno di una convenzione regionale diretta, ci sono invece due novità: l'associazione Kaleidos, promotrice di «Parchi in musica» e «Musica per la salute», e l'associazione «Tra una atto e l'altro», di Francesca Mazza che da anni si occupa della figura femminile nel teatro contemporaneo (avranno 7.000 euro a testa). E ancora, l'associazione Laminarie avrà 28.000 euro, mentre 40.000 andranno al Teatro dell'Argine e 26.00 al Teatrino Clandestino. Invariato il contributo di 54.000 euro alla rassegna «Il cinema ritrovato», che non incide però sulle difficoltà di reperire i fondi per la realizzazione della rassegna cinematografica in piazza Maggiore. «Il sistema culturale di Bologna e del suo territorio è il vero evento bolognese», quasi uno slogan quello coniato, nel corso della presentazione del patto triennale, dall'assessore regionale alla cultura Alberto Ronchi, per ribadire la necessità di valorizzare realtà e collaborazioni territoriali già esistenti, senza la necessità di creare manifestazioni ex novo, sempre nel rispetto delle linee guida date dalla Regione, cioè differenziazione e, appunto, coordinamento fra gli enti locali. Per l'assessore provinciale Simonia Lembi, nell'ultimo periodo il vero pericolo per il settore è venuto «Dai tagli che hanno svilito gli enti locali, e il tentativo di indicare la cultura come secondaria rispetto ad altre scelte di dimensione pubblica», ha detto, sottolineando però la convinzione che «Il sistema culturale bolognese reggerà perché ha una caratteristica che lo differenzia da altre realtà: la continuità e la perseveranza nel portare avanti scelte e progetti».