(ANSA) - PALERMO, 23 APR - Le famiglie italiane aumentano i consumi per la cultura, saliti nel 2003 del 2,1 rispetto al 2002. Il dato, reso noto durante la presentazione del secondo rapporto annuale Federculture, va affiancato a un altro indicatore positivo, l' affermarsi nel 2003 nel turismo culturale, che da solo rappresenta l' 1,3 del Pil, a fronte di un turismo generico che si attesta al 5,6. "Questo - ha sottolineato Roberto Grossi curatore del rapporto - dimostra che la cultura, nonostante la crisi seguita al crollo delle Twin Towers, ha retto e non e' stata sfiorata dalla caduta generale dei consumi". Un esito positivo che pero' va affiancato a due aspetti negativi: le scarse risorse destinate dalla Finanziaria 2004 al Ministero per i beni e le attivita' culturali (circa 2200 milioni di euro pari allo 0,39 del bilancio dello Stato) e l' incerto ruolo dei privati, che hanno ridotto negli ultimi anni sponsorizzazioni e non sono molto propensi a usufruire delle agevolazioni fiscali in tema di erogazioni liberali agli enti e alle attivita' culturali. "L'Italia - ha sottolineato il presidente dell' Agis Alberto Francesconi - e' la Cenerentola europea della cultura. Nonostante abbia il patrimonio culturale piu' esteso, destina solo lo 0,39 del suo bilancio". La media europea - rileva il rapporto di Federculture - si aggira intorno allo 0,50 e paesi come Francia, Germania e Portogallo spendono rispettivamente l' 1, l' 1,35 e lo 0,9. Alquanto incerto - e' stato ribadito piu' volte - il ruolo dei privati entrati 10 anni fa nel settore cultura con la legge Ronchey (n493), ma - rileva Federculture - la strada del coinvolgimento delle imprese nella cultura e' ancora lunga. Il quadro non e' roseo a cominciare dal fronte banche, tradizionalmente i principali mecenati della cultura. Le fondazioni ex bancarie negli ultimi due anni hanno destinato meno fondi alla cultura. Nel 2002 i inanziamenti al settore sono stati pari al 28,9 del totale a fronte del 34,1 del 2001 e le proiezioni per il 2004 confermano il trend decrescente (23). Sul fronte delle sponsorizzazioni l' analisi di Federculture e' duplice: nel lungo periodo il mercato globale sembra destinato a crescere (nel 1995 le aziende impegnate in attivita' di sponsorizzazione erano il 10 del totale, oggi sono il 57 per un valore di circa 1,6 miliardi di euro), ma nel breve periodo si registra una contrazione con un calo di oltre il 5 dal 2001 al 2003. Di questo importo (1,6 miliardi di euro) la fetta destinata ad attivita' di promozione di beni ed eventi culturali si aggira intorno ai 500 milioni di euro (il 30-35 del totale delle sponsorizzazioni) e il settore di piu' diretta competizione e' lo sport che rappresenta i due terzi del mercato. Infine - e' stato sottolineato - il fallimento della politica di agevolazioni fiscali nei confronti delle aziende che decidono di finanziare attivita' culturali. "Il meccanismo messo a punto nel 2000 con l' art.38 della legge 342 - si legge nella relazione di Federculture - stenta a decollare. I 17 milioni di euro versati dalle imprese nel 2003 rappresentano una piccola crescita rispetto ai 15 milioni dell' anno precedente. Ma siamo lontani dal raggiungere il tetto dei 70 milioni previsti per il 2003 e inoltre i destinatari delle erogazioni sono stati solo i grandi enti lirici e le istituzioni musicali".
Beni culturali: aumentano i consumi
Il rapporto annuale di Federculture rileva che le famiglie italiane hanno aumentato i consumi per la cultura nel 2003, con un aumento del 2,1% rispetto all'anno precedente. Il turismo culturale è anche in aumento, rappresentando il 1,3% del PIL. Tuttavia, il rapporto segnala due aspetti negativi: le risorse destinate alla cultura sono scarse, con un budget del 2,2 miliardi di euro, pari allo 0,39% del bilancio dello Stato. Inoltre, il ruolo dei privati nel settore della cultura è incerto, con una riduzione delle sponsorizzazioni e delle agevolazioni fiscali. Le fondazioni ex bancarie hanno anche ridotto i loro iniziamenti al settore.
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