Per il ministero dei Beni Culturali la Punta della Dogana versione Pinault va bene come sarà. A rispondere a Italia Nostra, su mandato del dicastero di Sandro Bondi è già stato il direttore regionale dei Beni Culturali Ugo Soragni per cui il progetto di Tadao Ando non presenta «alterazioni incompatibili con i caratteri originari del grande complesso immobiliare» e i maxiobelischi sono «due sottili prismi in cenento armato», «dei quali vanno sottolineate la facile e totale reversibilità». La scelta dei due obelischi di calcestruzzo alti oltre undici metri è stata operata - rende noto l'architetto Soragni - «dopo l'accantonamento di altre proposte valutate eccessivamente invasive» da parte dell'architetto e della Fondazione Pinault, ed essi avranno «la funzione di segnalazione delle nuove e qualificate funzioni espositive» della Punta della Dogana, consentendo «di superare positivamente la condizione di pluridecennale abbandono dell'edificio in questione». Da parte sua, Italia Nostra Nazionale, fa capire, con una nota, che non accetterà passivamente il rifiuto opposto dalla Fondazione Pinault - tramite la Soprintendenza - a produrre copia del progetto di Tadao Ando. L'associazione ricorda che da oltre due anni «segue con grande apprensione la sorte dell'edificio della Dogana da Mar. Con la richiesta formale di accesso agli atti intende verificare l'eventualità e il grado di alterazioni subìte da un prestigioso edificio di grande valore storico-artistico. Interessa conoscere per quali vie e con che limitazioni o autorizzazioni le autorità responsabili della tutela hanno consentito i lavori eseguiti». Italia Nostra ritiene comunque i due obelischi tutto sommato marginali rispetto alla possibile manomissione della struuttura monumentale della Dogana. «Un diniego di accesso agli atti nel nome di "difesa del copyright" (come da anticipazioni di stampa - rileva ancora Italia Nostra - pare decisamente implausibile se non risibile. Tanto più grave risulterebbe l'eventuale diniego tenendo conto che la Dogana rimane un edificio pubblico e non in mano privata», essendo comunque passata dal Demanio al Comune. L'associazione «rimane comunque in attesa della risposta ufficiale, dovuta dalla Soprintendenza», entro termini già scaduti. «Qualora venisse davvero negato l'accesso agli atti - conclude - Italia Nostra intende comunque procedere nell'impegno di chiarezza assunto da tempo, per «accertare sino in fondo le possibili relative responsabilità sia da parte di privati che di esponenti delle pubbliche amministrazioni».
VENEZIA - Punta Dogana, il progetto va bene
Il ministero dei Beni Culturali ha affermato che la versione Pinault della Punta della Dogana è accettabile. Il direttore regionale dei Beni Culturali Ugo Soragni ha affermato che il progetto di Tadao Ando non presenta alterazioni incompatibili con i caratteri originari dell'edificio. I due obelischi di calcestruzzo sono stati scelti dopo aver valutato altre proposte invasive. Saranno funzione di segnalazione delle nuove funzioni espositive della Punta della Dogana. L'associazione Italia Nostra ha richiesto accesso agli atti del progetto e ha affermato che non accetterà un rifiuto passivo.
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