Claudio Scajola e Altero Matteoli dovranno mettersi l'animo in pace. La maggior parte delle risorse pei la ricostruzione post-sismica in Abruzzo arriveranno dai fondi Fas (Fondo aree sottoutilizzate) che ne] Cipe del 6 marzo scorso erano stati assegnati all'economia reale e alle infrastrutture. E questa la principale novità contenuta nell'articolo 14 della bozza di decreto-legge che sarà approvata dal consigli dei ministri di oggi. Per gli interventi di ricostruzione il governo prepara cartucce che potrebbero anivare fino a 10 miliardi (anche se pi realisticamente ne potrebbero bastare 7). Dal Fondo strategico per il Paese (il cosiddetto fondo Letta, nel quale erano finite soprattutto le risorse del dicastero di Scajola, dalla banda larga ai progetti energetici) sarà prelevato un «importo non inferiore a 2.000 milioni e non superiore a 4.000», si legge nella bozza di provvedimento. Il sacrificio a carico del fondo infrastrutture, invece, non è quantificato. Ma Matteoli ha a disposizione risorse per 5 miliardi. Altri 750 milioni, poi, arriveranno da un contributo quindicinale di 50 mm l'anno a carico della legge obiettivo per le grandi opere. Non è finita. Per la ricostruzione post terremoto verranno usate anche le risorse del bonus famiglia che dovessero avanzare dopo l'erogazione a chi ne ha fatto richiesta. Poi, anche se non rientrano nel dl, ci sono sempre gli 830 mm promessi dall'lnail. Come anticipato da Silvio Berlluscom, i privati che vorranno provvedere da soli alla costruzione o alla riparazione delle loro abitazioni, o addirittura che vorranno andare ad abitare altrove comprando una nuova casa, avranno inoltre finanziamenti agevolati dallo Stato. Per questo scenderanno in campo la Cassa depositi e prestiti e Fintecna. Le infrastrutture viarie e ferroviarie, invece, saranno a carico di Anas ed Rfi che entro 30 giorni dovranno riprogrammare gli investimenti dando priorità all'Abruzzo. Entro 7 giorni, poi, l'Agenzia del Demanio dovrà individuare immobili siti nei territori colpiti dal sisma e trasferirli alla regione. Ma non c'è solo la ricostruzione. Per fronteggiare le emergenze mimediate, il governo stanzierà circa un altro miliardo e mezzo di euro. Servirà per pagare la cassa integrazione ai lavoratori delle zone colpite dal sisma, per gli aiuti alle imprese abruzzesi e per la realizzazione urgente delle prime abitazioni «dicarattere non precario». Un progetto che sarà avviato immediatamente (entro 30 giorni dall'approvazione del decreto) e per il quale è previsto un costo di 700 milioni fino alla fine del 2010. Sarà finanziato soprattutto con interventi nel settore giochi (600 milioni di incassi previsti), tra i quali l'aumento delle estrazioni di Lotto e Superenalotto, l'apertura dei tabacchi nei giorni festivi e anche delle lotterie organizzate nella grande distribuzione. Altri fondi saranno poi repenti con interventi sulla spesa farmaceutica (riduzione del 7 del prezzo dei farmaci equivalenti). Per ora, invece, non ha trovato spazio nel testo del decreto l'introduzione del nuovo scudo fiscale. Il progetto, tuttavia, non è stato abbandonato ma potrebbe essere riproposto pi avanti.
ABRUZZO - Per l'Abruzzo fondi fino a 10 mld
Il governo ha approvato una bozza di decreto-legge per la ricostruzione post-sismica in Abruzzo. Le risorse per la ricostruzione saranno principalmente prelevate dal Fondo strategico per il Paese (FSP) e dal Fondo aree sottoutilizzate (Fas). Il governo ha a disposizione 10 miliardi per la ricostruzione, mentre il FSP contribuirà con 2.000-4.000 milioni. Il governo ha anche previsto finanziamenti agevolati per i privati che vogliono costruire o riparare le loro abitazioni. Le infrastrutture viarie e ferroviarie saranno a carico di Anas e Rfi, che dovranno riprogrammare gli investimenti per dare priorità all'Abruzzo.
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