Questo è un appello rivolto al ministro della Cultura Sandro Bondi e all'assessore capitolino Umberto Croppi. Un appello per la Fondazione Ugo Spirito, sfrattata dai locali romani di via Genova dove ha sede, e in estrema difficoltà davanti alla necessità di trovare un altro luogo adeguato al mantenimento e, se possibile, allo sviluppo delle sue affività di ricerca. Sappiamo che andrà a buon fine, come a buon fine è andata la vicenda parallela dell'Istituto Gramsci, che proprio grazie all'intervento del centrodestra ha finaimente avuto accesso a una sede a canone agevolato, così come prevede la legge per tutte le fondazioni riconosciute dal ministero dei Beni culturali, in quanto custodi di un patrimonio storico di valore aperto al pubblico. Ma speriamo che non servano 14 anni, cioè quanti ce ne sono voluti al Gramsci per vedere riconosciuti i suoi diritti. La Fondazione Spirito è pi giovane dell'omologa fondazione attiva a sinistra: si è costituita a Roma nel 1981 attorno alla biblioteca e all'archivio del ifiosofo ed è stata riconosciuta giuridicamente nel 1994. a avuto come presidente lo storico Renzo De Felice, è attualmente presieduta da Giuseppe Parlato. Nel tempo ha acquisito fondi di un notevole rilievo, fra i quali quelli legati ai nomi di Araldo di Crollalanza, Cesco Giulio Baghino, Augusto De Marsanich e importanti archivi anche fotografici sulla vita del Msi. 11 suo nucleo fondativo è il vecchio Istituto Studi Corporativi di Gaetano Rasi, che tra il 1972 e il 1992 è stato punto di riferimento di studi e di strategia della politica economica del Msi, nonchè scuola di formazione di tanti quaranta-cinquantenni oggi in politica. Nella ricostruzione dei percorsi della destra italiana è difficile prescindere dal suo lavoro, ed è inimmaginabile che possa trovarsi senza casa proprio mentre la destra è approdata a posizioni di governo. Ma la soluzione dei problemi della Fon dazione Spirito non è questione di simmetria con altre e pi biasonate esperienze, di parificazione tra due piatti della bilancia politica destra-sinistra, un modo antiquato (a nostro avviso) di intendere il sostegno alla cultura. Al contrario, è importante il ruolo che questo tipo di istituzioni hanno svolto e svolgono nella tessitura di un racconto nazionale fuori dai pregiudizi ideologici che hanno a lungo dominato la lettura del Novecento, un ruolo denso di reciproche contaminazioni e sorprendenti sinergie. Non a caso, si deve a al presidente dell'Istituto Gramsci Giuseppe Vacca uno dei ricordi pi veritieri della personalità di Giano Accame, accompagnato da un'acuta riflessione sui ((pilastri di una cultura comune»: questa, diceva Vacca al Foglio contestando le schematizzazioni destra- sinistra, («all'origine ha a che fare con il neoidealismo, magari per me pi benedetto Croce che Giovanni Gentile e per Accame l'inverso, ma il fondamento comune è chiaro». Per questo, continuava, «anche Accame avrebbe potuto dire che Gramsci è parte della cultura nazionale». E il quotidiano ricordava, a chiosa di questa tesi, le valutazioni singolarmente simmetriche che Vacca e Accame avevano dato sul ruolo dii destra e sinistra nella storia d'Italia. Vacca: «io stesso non so mica se sono dli destra o di sinistra. So che sono un vrecchio gramsciano». Accame: «Nella Dottrina del fascismo di Benito Mussolini, la parola destra compare una solla volta, e tra virgolette. Gli stessi missiini non si consideravano la destra ma un movimento cli alternativa sociale e nazionale». L'approfondimento storico oltre le banalità del politichese, la storia raccontata con i documenti e gli scritti dei protagonisti anziché con le flction, serve anche a questo ed è probabilmente l'unico varco attraverso il quale far passare la nuova idea di patriottismo che pu condurci fuori dall'infinita guerra civile italiana, alla quale ormai paghiamo dazio non solo il 25 aprile ma pure il 21 (vedi le ridicole polemiche sul Natale di Roma, stroncate persino da Pietro Ingrao). E allora, si salvi la Spirito , si sostenga il Gramsci , si trovino risorse per chi lavora in questa direzione spesso con una visibilità modesta, circoscritta agli addetti ai lavori, ma con risultati molto pi importanti di quel che appare a prima vista per la cultura politica che respira il Paese. Nell'Italia dei mifie festival, delle diecimila sagre, delle centomila Onlus con sedi e risorse pubbliche, dovrebbe esserci spazio pure per questo. O no?
ROMA - Fondazione Ugo Spirito: un appello
Un appello è rivolto al ministro della Cultura Sandro Bondi e all'assessore capitolino Umberto Croppi per aiutare la Fondazione Ugo Spirito, sfrattata dai locali romani di via Genova dove ha sede. La fondazione, fondata nel 1981, ha acquisito fondi di un notevole rilievo e ha acquisito importanti archivi sulla vita del Msi. Il suo lavoro è stato fondamentale nella ricostruzione dei percorsi della destra italiana. L'appello sostiene che il ruolo della Fondazione Spirito è importante per la tessitura di un racconto nazionale fuori dai pregiudizi ideologici e che dovrebbe essere sostenuta.
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