PROCIDA. Recuperato il tesoro di San Michele rubato nella Chiesa madre di Procida, il mese scorso. Gli oggetti sacri, alcuni di valore inestimabile, quelli risalenti alla scuola napoletana del 700, erano nascosti in un garage, a Pomigliano d'Arco, nel Napoletano: il locale era intestato ad un trentasettenne di Casalnuovo, Giuseppe Martucci, arrestato dai carabinieri con l'accusa di ricettazione. Ieri mattina, i militari della stazione Chiaia (comandata dal maresciallo Covuccia), che hanno effettuato il rinvenimento, hanno riconsegnato a don Michele Antuoro, prete di Procida quanto recuperato: il prelato è stato inviato dalla Diocesi isolana, in sostituzione del parroco della chiesa di San Michele Arcangelo, dove la notte tra il 15 ed il 16 marzo scorso venne consumata la razzia che suscit scalpore ed incredulità tra i fedeli dell'Isola di Arturo. Il bottino, si tratta di gran parte del tesoro trafugato, era stato sistemato sotto una montagna di pannt usati, quelli che si vendono nei mercatini delle pulci . Alcuni pezzi, come una croce è stata trovata spezzata in due: probabilmente, nella fretta, per metterla con forza in un sacco, i ladri non si sono resi conto di averla rotta. Individuato nascondiglio e ricettatore, proseguono le indagini da parte di carabinieri per identificare gli autori del furto, avvenuto in località Terra murata . Al punto in cui è il lavoro investigativo, non è stata ancora chiarita la dinamica dell'azione criminosa: è stato accertato che i malviventi (pi di due, ritenuti specialisti di questo genere di colpo) hanno forzato una finestra per entrare nell'abbazia, priva di qualsiasi sistema di allarme. Su come i ladri siano riusciti ad allontanarsi dall'isola, invece, non è ancora chiaro. Tanto i delinquenti potrebbero avere usato un furgone, per caricare il bottino, quanto avere usato una imbarcazione propria. Il ritrovamento è avvenuto rapidamente in quanto i carabinieri stavano lavorando su altri furti sacri intercettando quello consumato a Procida. I beni artistici. comunque, erano stati catalogati dalla Soprintendenza ai beni culturali, lavoro messo a disposizione dei militari dell'Arma. E su questo materiale hanno lavorato i carabinieri mettendo a soqquadro gli ambienti criminali dediti ai furti di opere d'arte su commissione ed alla ricettazione, sistema attraverso cui la refurtiva viene venduta a grossisti o mercenari. Restringendo giorno dopo il cerchio dei possibili sospettati, i militari hanno individuato in provincia un potenziale ricettatore, assolutamente sconosciuto alle forze dell'ordine. Si trattava, appunto, di Giuseppe Martucci: nel suo garage veniva rinvenuto il Tesoro di San Michele . Questo l'elenco degli oggetti recuperati: 5 reliquiari, 3 corone (una d'argento); 4 quadri ad olio su legno; un Bambin Ges in legno del XVIII secolo; 5 angeli in legno di varie epoche; un crocifisso in argento del primo settecento; una croce a stile in argento sbalzato; una collana; 2 statue di cristo; 10 reliquie; 51 pastori di scuola napoletana risalenti al 700. «E un bel giorno per tutti i procidani ha spiegato don Michele Antuoro, fino a qualche anno fa amministratore ecclesiastico della chiesa madre -. Tra le opere ci sono anche molti doni fatti da devoti in ringraziamento perle intercessioni del Santo, oltre cho pezzi della storia sacra dell'isola». Gli oggetti saranno esposti al pubblico 18 maggio prossimo, giorno in cui si festeggia il santo patrono. L'attesa per gli isolani è già iniziata.
PROCIDA - Recuperato il tesoro di San Michele
I carabinieri hanno recuperato il tesoro di San Michele rubato nella chiesa madre di Procida, Isola di Arturo. Il bottino, composto da oggetti sacri e artistici di valore inestimabile, era stato nascosto in un garage a Pomigliano d'Arco, nel Napoletano. Il locale era intestato a Giuseppe Martucci, un trentasettenne di Casalnuovo, arrestato con l'accusa di ricettazione. I militari hanno riconsegnato il bottino al prelato don Michele Antuoro, che lo avrà esposto al pubblico il 18 maggio, giorno di festeggiamento del santo patrono.
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