Arrivano i crocieristi, ma le chiese restano chiuse: "Interventi subito" La media è di quasi seimila visitatori ogni settimana lA MEDIA è di cinque, seimila persone ogni settimana. Visitatori che rimangono senza visita, turisti che vorrebbero scoprire Bari ma sono costretti a rimanere dietro le saracinesche o i portoni chiusi di Bari. Da qualche settimana è ricominciata la stagione delle crociere ma la città della storia e del commercio sembra non essersene accorta. Durante le passeggiate in città dei turisti, che vanno solitamente dalle 13 alle 16, i negozi sono tutti con le serrande abbassate. Ma soprattutto a essere chiusi sono i monumenti: chiese, musei, è tutto off limits. A nulla sono serviti le esperienze degli scorsi anni quando il problema si era presentato tale e quale. E a nulla sono serviti gli sforzi degli armatori, in realtà minimi: lobiettivo delle società da crociera è quello di ridurre al minimo i turisti "fai da te", quelli cioè che girano da soli per le strade della città, in modo tale da vendere il più possibile le escursioni organizzate. In realtà dopo le prime proteste dei turisti, un primo risultato è stato raggiunto: la basilica di San Nicola ha fatto un accordo con le navi da crociera e ha prolungato lorario di apertura. La Cattedrale invece rimane chiusa. Impossibile vedere la chiesa e impossibile scoprire «quel grande libro di pietra», come lha definito larcivescovo Francesco Cacucci, che è lappena inaugurato succorpo, cioè la parte sottostante la cripta dove sorgeva la basilica paleocristiana. Niente da fare nemmeno per i musei e cè qualche problema anche per le visite non organizzate al Castello. Inutile parlare di materiale informativo, guide o piantine della città da distribuire: ci sono quelle date a bordo dalla nave visto che linfo point al porto non è stato ancora istituito. Per il momento gli unici ad aver intuito lopportunità e fiutato il business sono gli stessi abitanti di Bari vecchia che si sono organizzati mettendo su una vera e propria economia parallela. Ci sono le guide turistiche fai da te che con cinque euro a testa ti portano in giro «nelle bellezze nascoste del centro storico». Ci sono i negozi di souvenir oltre agli alimentari, pizzerie ma anche banchetti autogestiti di bibite e conserve «fatte a mano». Insomma un sistema collaudato che sta dando i suoi frutti. Ma non è troppo poco? «Effettivamente sì», ammette il direttore dellAgenzia provinciale del turismo, Franco Chiarello. «Il problema è che anche questanno, nonostante le esperienze dello scorso anno, gli enti che dovrebbero curare il tutto non sono riusciti a mettersi davanti a un tavolo e programmare laccoglienza. In ogni caso domani (ndr, oggi per il giornale) avrò un incontro con la Diocesi per gestire al meglio lapertura della Basilica e per rendere fruibile la Cattedrale e il museo diocesano. Mi vedrò poi con la Soprintendenza per tutto il resto: in sostanza - conclude Chiarello - il nostro obiettivo è di anticipare il progetto "Città aperta" che di solito si tiene a fine giugno, già ai primi giorni di maggio in modo tale da creare meno disservizi possibili ai turisti». Sullinfopoint al porto, il presidente dellApt spiega poi «che lassessorato ha già fatto partire il bando: presto dovrebbe essere tutto pronto».