La piazza col gioiello che il mondo c'invidia è un simbolo. Di degrado, d'incuria, di quello che non va. Un simbolo, comunque. «Nel senso che davanti a Santa Maria delle Grazie c'è quello che c'è in giro per la città. Sporcizia, disordine e ovviamente smog». Per Italia Nostra quel Cenacolo asfissiato dai tubi di scappamento di auto e moto è quasi un caso di scuola. Spiega Luca Carra, il presidente dell'associazione ambientalista: «Ci sono decine di esempi di piazze trascurate. In periferia, ovviamente. Ma anche nel cuore della città, nei suoi simboli riconosciuti. Sant'Ambrogio, per esempio, dove è pronto lo scempio dei parcheggi». Si chiama sindrome delle finestre rotte, spiega Carra. Degrado chiama degrado, per un perverso fenomeno di emulazione che diventa costume di massa. E così Santa Maria delle Grazie diventa una piazza come tante. Il Comune, giura l'assessore al Decoro urbano, Maurizio Cadeo, non sta a guardare. Il progetto è pronto. Nuova pavimentazione, nuove panchine (in pietra), via le fioriere. A bloccare l'invasione delle auto ci penseranno invece dei nuovi pilomat. Insomma, dice l'assessore, un «progetto che farà pulizia e metterà ordine ». «Pare racconta Cadeo che con un temporale i dislivelli della superficie portino addirittura l'acqua tra le navate della basilica». Storia lunga quella della sistemazione della piazza del Cenacolo. Un paio d'anni fa l'allora assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, bloccò tutto, proprio con l'aiuto della Sovrintendenza. Ora pare che ci sia l'accordo. Manca l'ultimo passaggio, spiega sempre Cadeo. L'illuminazione. Sul tema si confrontano due scuole di pensiero. Il Comune spinge per una versione coreografica, il sovrintendente frena e predica sobrietà, mezzi toni, qualche nuovo lampione e stop. Questione di gusti. «Il piano di riqualificazione deve andare avanti dice comunque Alberto Artioli . Anche perché l'ultima versione dell'intervento rispetta tradizioni, sacralità e storia del sito». Oggi meglio di ieri, in ogni caso. «Fino a vent'anni fa si poteva parcheggiare davanti al sagrato», ricorda Artioli. Poi arrivò il vincolo storico e le cose almeno un po' migliorarono. Certo rimane quell'allarme del direttore Giuseppe Napoleone: «Una situazione indegna e offensiva». Con quelle auto che parcheggiano ovunque e che di vincoli e divieti non ne vogliono sapere. L'intervento si farà, comunque. Perché questa volta assessore e sovrintendente remano nella stessa direzione. Il punto di domanda semmai è un altro. Quando partirà il cantiere? Per ora nessuna risposta.