All «Accademia dell'immagine» dell'Aquila otogrammi preziosi, pellicole rare, documenti introvabili. Sotto le macerie del terremoto dell'Aquila c'è una parte importante del cinema del mondo, un tesoro di scene, volti, colori, che rischia di scomparire per sempre. Si va dalla versione in 16 millimetri di «2001 Odissea nello spazio» di Stanley Kubrick all'unica copia completa di «Nostra signora dei Turchi» di Carmelo Bene, dalla «Donna scimmia» di Marco Ferreri alla «Cinese» di Jean-Luc Godard, da «Mariti» di John Cassavetes al fumato della liberazione di Benito Mussolini sul Gran Sasso realizzato dalla Wehrmacht. Nel forziere dell'«Accademia dell'immagine», fondata nei primi Anni 90 da Gabriele Lucci nel Parco di Collemaggio, sono state raccolte e custodite con cura 1500 pellicole. Chiuse nei loro contenitori con sopra il titolo del film, allineate con ordine negli scaffali, le pizze occupavano uno spazio di 800 metri quadrati. Una scenografia da sogno per qualunque appassionato di cinema: «Perché non si rovinino ci vuole una temperatura particolare, le abbiamo conservate in unità climatizzate, ogni tanto bisogna aprirle, visionarle, intervenire, dove è necessario, con piccoli lavori di restauro». Una vita sorvegliata, piena di cura e di passione. Una vita persa, anche quella, in mezzo a disastri e dolori pi grandi: «Non abbiamo ancora idea - spiega Lucci - di che cosa sia esattamente successo in quella zona dell'Accademia, ma snriamo di noter recunerare il ni possibile. Finora l'ingressneg1i edilici terremotati, sempre in compagnia dei Vigili del Fuoco, è stato consentito solo per il recupero dei beni assolutamente necessari». E' chiaro che vengono prima altre cose, ma tornare a vivere significa anche non perdere la memoria, l'emozione, la testimonianza: «Ci sono i primi film di Pedro Almodvar, per esempio Matador , li avevamo solo noi, e infatti ce li chiedevano per le retrospettive». Con l'avvento dell'home-video il patrimonio delle pellicole è diventato ingombrante, e così tanti originali sono andati persi: «Lo studio dell'immagine è sempre stato al centro delle attività dell'Accademia, la particolarità della scuola è proprio questa, imparare il cinema da una prospettiva scientifica oltre che umanistica. Le pellicole venivano tirate fuori, analizzate e spiegate dai maestri che sono venuti a tenere lezioni da noi». Servivano per imparare, per trasmettere conoscenza. Quella conoscenza tecnica che ha tenuto in vita il cinema italiano, anche nei periodi pi bui. A ollywood succede sempre, ce lo ricordiamo tutti, gli Oscar vanno spessissimo ai grandi artigiani del nostro cinema. Tutti ospitati dall'Accademia, da Dante Ferretti a Vittorio Storaro, da Gabriella Pescucci a Milena Cannonero, da Luciano Tovoli a Francesca Lo Schiavo. Per non parlare dei registi, anche loro professori all'Aquila, da Manoel de Oliveira a Francesco Rosi, da Gianni Amelio a Gabriele Muccino. «Le copie dei film conservati - spiega ancora Lucci - avevano sempre qualche caratteristica particolare che le rendeva uniche. In certi casi, come per Donne sull'orlo di una crisi di nervi di Almodévar si trattava delle versioni italiane, altrimenti introvabili, in altri l'unicità riguardava il formato». Adesso parlare al passato fa fatica. L'arca del cinema non c'è più, come la grande biblioteca, che era un altro fulcro della scuola: «L'Accademia deve rinascere, legata alla città, come era stato finora, e non come una cattedrale nel deserto». Ieri sera, in nome di questa certezza, nell'Auditorium romano della Conciliazione, il mondo dello spettacolo si è ritrovato unito, e la raccolta di fondi ha già dato i suoi risultati. La direzione generale per il cinema del Ministero dei beni culturali ha messo a disposizione 80 mila euro, dalla Sony sono arrivati 100 mila euro, dalla Titanus di Guido Lombardo 60 mila, dalla Taodue di Pietro Valsecchi 50 mila, dalla Publispei di Carlo Bixio 45 mila. Emy De Sica ha offerto l'archivio fotografico personale del padre Vittorio e la Siae, in accordo con gli autori che rappresenta, ha decisodi devolvere i diritti della serata, presentata da Serena Dandini con il Trio Medusa, al fondo di solidarietà. Sul palco, dalle 21, in poi, performance di attori come Raoul Bova, Paola Cortellesi, Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Piera Degli Esposti, Massimo Ghini.
ABRUZZO - Tra le macerie i capolavori del cinema
L'Accademia dell'immagine dell'Aquila, fondata da Gabriele Lucci nel 1990, conserva 1500 pellicole rare e preziose, tra cui versioni in 16 millimetri di film storici e classici. Le pellicole sono state raccolte e custodite con cura, ma la struttura dell'Accademia è stata gravemente danneggiata dal terremoto dell'Aquila. La direzione generale per il cinema del Ministero dei beni culturali ha messo a disposizione 80 mila euro per il recupero dei beni culturali, mentre altre organizzazioni e personaggi del mondo dello spettacolo hanno offerto contributi finanziari. L'Accademia deve rinascere e legarsi alla città, come era stato finora, e non come una cattedrale nel deserto.
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