Forti sull'antico. Deboli sul nuovo La critica dell'inglese Todoli: le vostre scelte espositive imposte dalla politica. I MUSEI romani reggono il paragone con quelli delle altre grandi metropoli europee? Se per i musei d'arte antica in qualche modo ci salviamo con la Galleria Borghese, i Musei Capitolini e i Musei Vaticani (che però sono di un altro stato), solo per fare tre esempi, la situazione è invece più complessa quando parliamo di arte moderna e contemporanea. Dal confronto tra la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, a Valle Giulia, e la Tate Modern di Londra usciamo addirittura umiliati. Non ce lo ha detto chiaramente ma ce lo ha fatto comunque capire con varie allusioni il Direttore della Tate Modern, Vicente Todolì, che è approdato a Roma proprio per conoscere meglio i nostri principali musei. Del resto nel suo primo anno di apertura, il 2000, la Tate Modern è stata visitata da 5,25 milioni di persone, un numero immenso che è per noi improponibile. Se poi pensiamo alla qualità di molte mostre presentate a Londra (già mitica è quella recente di Olafur Eliasson, con quello straordinario sole artificiale che ha incantato centinaia di migliaia di visitatori) allora dobbiamo proprio fare mea culpa. La G.N.A.M. non promuove l'arte italiana contemporanea, non rende omaggio a grandi artisti storici ingiustamente dimenticati (Alberto Magnelli, ad esempio), praticamente non organizza mostre significative e giace in un' apatia ormai insopportabile. Piero Dorazio, uno dei più noti artisti italiani, dice a chiare note che «la gestione della G.N.A.M. è priva di ambizioni e non è degna di un grande paese come l'Italia». Viceversa interessanti segnali di aperture internazionali stanno venendo dal MAGRO ( nelle due sedi di Via Reggio Emilia e dell'ex Mattatoio) diretto da Danilo Eccher e dal MAXXI (Via Guido Reni) guidato da Paolo Colombo. Con molto tatto Todolì ci dice di guardare con interesse e curiosità proprio all'attività di questi due musei. «Però il problema dei musei italiani- nota il Direttore della Tate Modern - è che sono troppo soggetti all'influenza e ai cambiamenti della politica, che spesso impone scelte espositive sbagliate senza assicurare pienamente l'autonomia e la durata di un programma culturale». Spesso poi manca una reale collaborazione fra le istituzioni a livello locale e territoriale. Danilo Eccher, Direttore del MAGRO, ci racconta di aver chiesto la collaborazione del II Municipio per avviare una iniziativa molto interessante: ogni domenica far visitare gratuitamente il museo ai residenti del quartiere. Eppure, dopo parecchie settimane, Eccher non ha ancora avuto alcuna risposta. In ogni caso il MAGRO sta a poco a poco acquisendo,grazie alle sue iniziative, una notorietà internazionale che giova anche all'immagine di Roma. Molti nostri spazi museali devono inoltre migliorare la comunicazione ,farsi conoscere di più dalla gente : un bel museo come il Museo di Roma in Palazzo Braschi è pochissimo visitato e poco noto ai romani, solo per fare un esempio. Forse sarebbe necessario un grande evento espositivo che lo faccia conoscere un po' a tutti, invece di tante piccole visite guidate specialistiche che lasciano il tempo che trovano. Per capire se finalmente siamo avviati verso un cambiamento di livello internazionale sarà importante vedere come sarà gestito il Palazzo delle Esposizioni ristrutturato, a fine anno. Ovviamente non sarà un museo con una collezione permanente ma un grande spazio espositivo e culturale polivalente che forse ci darà lustro in tutta Europa. Almeno questo è l'auspicio.
Galleria Borghese, Musei Capitolini e Vaticani non hanno rivali. Perdiamo sull'arte moderna
Il Direttore della Tate Modern, Vicente Todolì, ha espresso le sue critiche sulle scelte espositive dei musei italiani, affermando che sono troppo soggetti all'influenza della politica e mancano di autonomia e durata. Ha menzionato la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che secondo lui non promuove l'arte italiana contemporanea e non organizza mostre significative. Tuttavia, ha anche elogiato il MAGRO e il MAXXI, che stanno apportando segnali di aperture internazionali. Todolì ha anche sottolineato l'importanza di una reale collaborazione fra le istituzioni a livello locale e territoriale.
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