LA RIFLESSIONE Esiste un sindaco in questa città? È una domanda, questa, che rivolgo spesso a me stesso, quando esco di casa. La faccio, ora, agli amici lettori non senza qualche esitazione perché, essendo affetto da quell'antico male che si chiama napoletanità, nutro un profondo ritegno a sparare sulla Croce Rossa (o, ci che è pi o meno lo stesso, sulla suscettibile signora che si ostina ad occupare la stanza dei bottoni dentro Palazzo San Giacomo). Alcuni giorni fa ho chiesto al meccanico cosa poteva fare per risparmiare scossoni al tratto lombosacrale delle mie vertebre, allorché guidavo l'autovettura. Egli mi ha risposto che sarebbe stato necessario sostituire gli ammortizzatori, ma mi ha vivamente sconsigliato dal farlo, se intendevo circolare per Napoli: la pavimentazione delle strade urbane avrebbe impiegato meno di due settimane per ridurre i pezzi nuovi nelle medesime misere condizioni di quelli vecchi. Non ci va meglio se ci azzardiamo a camminare sui marciapiedi. Ne sa qualcosa la povera signora Paulet, che versa in fin di vita per aver osato avventurarsi a piedi su quel percorso di guerra che è la salita del Casale di Posillipo (ma i percorsi di guerra si sprecano, in ogni parte della città). Se (Deus avertat!) dovesse passare a miglior vita, qualche inquirente napoletano in effervescenza, sulla scorta del precedente instaurato dal collega torinese nel caso Thyssen, potrebbe incriminare la signora di Palazzo San Giacomo per omicidio volontario! Non erano queste, tuttavia, le ragioni che solleticavano i miei istinti peggiori a sparare sul pianista. Lo ha fatto, invece, la vicenda del finanziamento comunale al San Carlo. L'ente locale amministrato da Rosa Russo lervolino, come tutti sanno, non ha una politica cittadina, non ha idee sul presente e sul futuro di Napoli ed è capace soltanto di spendere e spandere i quattrini dei contribuenti senza alcun costrutto. Scopriamo, ora, che si propone, in aggiunta, di seppellire il glorioso passato della capitale borbonica. Il Real Teatro di San Carlo, dalla sua fondazione, avvenuta nel 1737 per volere di Carlo III e fin oltre la metà dell'Ottocento, è stato il pi gran teatro del mondo e, ancor oggi, è il centro di quel poco che resta della cultura napoletana. L'amministrazione lervolino ha ridotto al venti per cento il finanziamento al teatro lirico della nostra città: dai due milioni e mezzo del 2008 ai cinquecentomila euro del nuovo bilancio. Un taglio sproporzionato, che non trova alcuna ragionevole motivazione. Ci che maggiormente indigna è l'incredibile capacità selettiva della nostra amministrazione comunale nel settore della cultura. Chi non ricorda le spese stupidamente sostenute per gli eventi in Piazza del Plebiscito (già Largo di Palazzo), oggi ridotta ad uno squallido deserto? Ci basti ricordare, fra le luminose e durature realizzazioni artistiche, la montagna di sale che servì da scivolo agli scugnizzi del Pallonetto e le capuzzèlle e muerto che obbligavano i passanti agli scongiuri di rito. Cosa dire, poi, dei finanziamenti comunali per mostre che presentano pretese opere d'arte, come lo squallido Crocefisso avvolto nel preservativo? Questo, dunque, è il concetto che dell'arte e della cultura regna a palazzo San Giacomo. Non pu meravigliare, allora, la perversa e pervicace intenzione di strangolare il San Carlo. Il progetto, lo speriamo, non riuscirà. Il Governo farà la sua parte per salvare il Teatro. L'amministrazione comunale, in ogni modo, ha fatto l'ennesima figura barbina. Ma non si preoccupi, signora lervolino. L'immagine della sua amministrazione non si è per questo deteriorata: l'opinione che i napoletani ne hanno, ormai, è tale che nulla pu riuscire più a peggiorarla.
NAPOLI - Cultura ferita dalla Iervolino
Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Lervolino, è stata criticata per il taglio del finanziamento al Real Teatro di San Carlo, riducendo il budget di duecentomila euro. Il teatro, fondato nel 1737, è considerato il centro della cultura napoletana e ha una storia di successo. L'amministrazione comunale ha ridotto il finanziamento al teatro, che era stato di due milioni e mezzo nel 2008. La critica è stata lanciata anche per le spese stupidamente sostenute per gli eventi in Piazza del Plebiscito e per i finanziamenti comunali per mostre che presentano opere d'arte. Il progetto di taglio del finanziamento al San Carlo è stato criticato e spera di non essere approvato.
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