ROMA Il museo fa l'uomo ladro? Sì quando la suddetta e rispettabile istituzione, preferibilmente nordamericana, tradisce se stessa e, con la complicità di archeologi compiacenti, foraggia copiosamente tombaroli e trafficanti d'arte senza scrupoli pur di avere a qualsiasi costo vasi, busti, statue e affreschi dall'antichità. Non è fanta-archeologia. E cronaca. Lo si capisce bene leggendo I predatori dell'arte perd uta. Il saccheggio dell'archeologia in Italia scritto dall'inviato del Messaggero Fabio Isman (ed. Skira). Perché il libro, incalzante, denso di nomi, date, luoghi, testimonianze di prima mano, atti processuali, racconta con passione e dolore di un'autentica razzia che tra i primi anni 70 e il 2000 ha depredato la penisola di qualcosa come un milione di reperti etruschi, greci e romani per un valore economico smisurato, paragonabile al mercato della droga e delle armi. Una premessa: quanto viene fuori d'antico dal sottosuolo appartiene per legge allo Stato. E non è una legge sbagliata. IL PUZZIE Isman rimette insieme i tasselli di un puzzle sconcertante. Dove non mancano i misteri. Ad esempio: dove sarà la villa romana dalle parti di Boscoreale, in Campania, dai magnifici affreschi pompeiani con figure e quinte architettoniche scavata, fotografata con i grumi di lava dai tombaroli? Oppure: è la ndrangheta che ha fatto sparire nel 1973, in Calabria, il fratello di uno dei principali trafficanti d'arte antica perché pare non volesse cedere il Vaso di Eufronio scavato nelle terre degli etruschi, capolavoro ellenico uscito di contrabbando, comparso al Metropolitan di New York e di recente restituito all'Italia? E qui torniamo all'inizio del discorso: il saccheggio sistematico dall'Etruria alla Sicilia, dalle Marche alla Puglia, ai primi anni 70 ha assunto dimensioni industriali con un'organizzazione ramificata e piramidale perché importanti musei americani, come alcuni istituti europei e finanche giapponesi, hanno sborsato cifre stratosferiche per vasellame, pezzi di statua, brani di affresco, suppellettili, scavate di notte dai tombaroli ed esportate illegalmente e infine piazzate in rispettabili collezioni: soprattutto di là dall'oceano, e bisogna citare innanzi tutto il Getty Museum di Los Angeles, ma pure di qua dall'Atlantico visto che preziosi reperti sono apparsi perfino al Louvre, al British, a Monaco di Baviera, a Copenaghen... TOMBAROLI «ONESTI» E INTERCETFATI Un racconto sconcertante per tante ragioni. Intanto perché dagli anni 70 si è creata un'organizzazione fatta di tombaroli, intermediari, mercanti senza scrupoli. Tombaroli che, molto all'italiana, si sentono perfino «onesti», come asserisce uno di loro. Poi tanto bendi Dio è uscito dai confini senza che quasi l'Italia combat tesse la sua battaglia fino a quando non ne ha preso coscienza ed è intervenuta politicamente. Pure ci sono da tempo dei «soldati» che non si fermano praticamente mai: dal pm romano a soprattutto il comando di tutela del patrimonio artistico dei carabinieri che indaga, esplora, intercetta... A proposito: viene fuori a chiare lettere che se si restringono le intercettazioni troppe indagini sarebbero state impossibili e troppi tombaroli e trafficanti scamperanno perfino alle indagini. Infine altra constatazione amara, troppi «spacciatori» d'arte non vedranno nemmeno il cancello di una prigione o per la tarda età o per la mitezza delle pene: rubare un pollo per fame o un paio dijeans è molto pi pericoloso.
La razzia dell'arte perduta. Trent'anni di furti e nessuno la pagherà
Il libro "I predatori dell'arte perduta" di Fabio Isman esplora il saccheggio dell'archeologia italiana tra gli anni '70 e il 2000. Il saccheggio ha depredato la penisola di un milione di reperti etruschi, greci e romani, con un valore economico smisurato. Il libro denuncia l'organizzazione di tombaroli, intermediari e mercanti senza scrupoli che hanno rubato reperti e li hanno venduti a musei americani e europei. I tombaroli spesso si sentono onesti e sono spesso aiutati dagli archeologi compiacenti. Il libro racconta con passione e dolore di un'autentica razzia che ha coinvolto anche importanti musei come il Getty Museum di Los Angeles e il Louvre.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo