NAPOLI Fare sistema: questa la parola d'ordine a Città della Scienza a Napoli, dove ieri è stato presentato il progetto, in corso di attuazione a Marcianise, di un megapolo della qualità promosso da 220 piccole imprese campane della moda e dell'oreficieria con investimenti per 150 milioni. Fare sistema hanno chiesto il presidente designato di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino per sostenere il made in Italy. Cioè, aggregare imprese, istituzioni, enti locali, banche per far crescere una parte del Sud che dimostra grande dinamismo e capacità imprenditoriali. Intervenuto al convegno organizzato da Class editori in videoconferenza a una tavola rotonda cui partecipava anche il viceministro per le attività produttive, Adolfo Urso, oltre al presidente della regione Campania Bassolino, all'assessore alle Attività produttive Gianfranco Alois e agli imprenditori Guglielmo Aprile e Gianni Carità, promotore e socio della cittadella del lusso, Montezemolo ha detto: «La Campania è pronta a sostenere una sfida importante poiché è dotata di un mix straordinario di iniziative di servizio all'industria e al terziario. E ha giacimenti culturali che non esistono altrove. Dietro al Tari e dietro al Cis ci sono imprenditori che hanno lavorato bene, con grande spirito di squadra. Ho seguito il Cis di Gianni Punzo e penso che si tratti di un'intuizione geniale». Ma su cosa puntare per crescere? hanno chiesto gli imprenditori campani. «Bisogna innovare ha detto Montezemolo ma l'innovazione non è solo quella tecnologica. Deve esserci un'attenzione costante per un'innovazione culturale, fatta di attenzione per il cliente, formazione dei collaboratori, delega ai propri figli. Significa per la Campania anche curare l'offerta turistica, i servizi, la logistica. Il Cis ancora una volta è un modello». Questi esempi per Montezemolo dimostrano qual è la strada per crescere, una strada in cui anche banche e imprese devono fare sistema. «Condivido - ha detto - che quello del credito sia un argomento centrale: il sistema bancario deve essere forte, trasparente e senza intermediazioni politiche» precisando che tra banche e imprese servono «dialogo, progetti comuni e trasparenza reciproca lasciando da parte le polemiche». «Spero che fare sistema diventi uno stile di Paese. Un proposito che a parole sosteniamo tutti, nei fatti sappiamo ha aggiunto il presidente della Ferrari che viviamo in un Paese molto litigioso su tutti i fronti. Per quanto riguarda Confindustria, ho girato l'Italia proponendo un modello di una Confindustria che faccia sistema». L'invito a una collaborazione molto intensa l'ha lanciato anche Bassolino: «Per il polo della qualità abbiamo proposto un contratto di programma che prevede investimenti per 25 milioni. Siamo pronti a liberare il nostro finanziamento pari al 25 dell'importo, aspettiamo il via libera del Governo». Urso ha dato la disponibilità per il Governo e ha ricordato il lavoro che svolge l'Ice per assistere le piccole imprese all'estero. «I piani dell'Ice ha detto vengono fatti in collaborazione con le Regioni con le associazioni di categoria: altro esempio di forte collaborazione, di sistema». Sistema anche con le banche. Gli imprenditori campani non hanno perso l'occasione di denunciare il difficile rapporto con il mondo del credito. «Le banche oggi più di prima non collaborano con le imprese. Avere credito ha detto Aprile, presidente del Consorzio Polo della qualità è possibile, ma solo a condizione di offrire pari garanzie». Un'accusa cui risponde Bruno Picca, amministratore delegato di San Paolo - Banco di Napoli: «È indubbio che il rischio del credito vada valutato in relazione alle caratteristiche dell'azienda. Anche le imprese devono adeguare i loro bilanci e la comunicazione a una maggiore esigenza di trasparenza. Siamo vicini alle piccole imprese. A progetti come il Polo della qualità assicuriamo sostegno: abbiamo deliberato come capofila di un pool di banche un mutuo decennale di 65 milioni». Sulla situazione della Parmalat, Diego Della Valle ha poi aggiunto che «è migliore di come l'abbiamo descritta. Le imprese serie possono avere rapporti con le banche serie sempre, con la trasparenza». A giudizio del patron della Tod's «molto in passato si è strumentalizzato su fatti gravi» come appunto Parmalat; «se qualche errore c'è stato ha detto ancora Della Valle saranno le sedi competenti a giudicare, ma guai a cercare di criminalizzare un sistema serio che deve supportare lo sviluppo italiano». C'è bisogno ha spiegato «di non accendere acredine» dato che «banca e impresa sono cosa unica, l'unica senza l'altra non esisterebbe. I toni aspri, credo vadano messi nel cassetto». Gli interventi degli imprenditori hanno manifestato la necessità di promuovere un sistema Italia che sostenga la grande come la piccola impresa. «Le grandi griffe devono continuare a produrre in Italia ha concluso Diego Della Valle per onorare il marchio made in Italy. Quanto alle piccole, hanno bisogno di un forte sostegno».
Montezemolo: Per crescere l'Italia deve fare sistema
A Napoli, il presidente designato di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino hanno presentato il progetto di un megapolo della qualità a Marcianise, promosso da 220 piccole imprese campane della moda e dell'oreficieria con investimenti per 150 milioni. Il progetto è stato presentato durante un convegno organizzato da Class editori e ha coinvolto anche il viceministro per le attività produttive Adolfo Urso. Montezemolo ha sottolineato l'importanza di fare sistema e di sostenere il made in Italy, promuovendo un mix di iniziative di servizio all'industria e al terziario, nonché un'attenzione costante per un'innovazione culturale.
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