Le Regioni del CentroNord allo sprint per emanare anche prima della scadenza dei 9o giorni prevista dall'accordo siglato con il Governo, le norme per attuare il Piano casa targato Palazzo Chigi. Un provvedimento che - solo per la possibilità di ampliare fino al 20 lavolumetria divillette mono e.bifamiliari - potrebbe interessare circa 1,5 milioni di abitazioni dell'area. Se solo il io dei proprietari delle quattro regioni decidessero di ampliare al massimo possibile il volume delle case si potrebbe ipotizzare per le imprese edili un business da 9,3 miliardi secondo stime del Cresme basate su un costo dei lavori quantificato in 1.200 euro al metro quadrato. Quindi, 93 miliardi se i lavori avvenissero nel loo dei casi. «L'impegno politico con il Governo è chiaro: entro 90 giorni- dice l'assessore emiliano-romagnolo alla Programmazione e sviluppo territoriale, Gian Carlo Muzzarelli.- dovremo modificare i nostri strumenti, in applicazione dell'accordo. Il Governo deve predisporre il decreto di semplificazione delle norme nazionali e fare un vero Piano casa, indicando con chiarezza le risorse a disposizione. Il nostro impegno, mentre abbiamo avviato l'adeguamento della legge 202000 in commissione consiliare, sarà di inserire in questa modifica normativa le nuove regole». Le linee guida che. Viale Aldo Moro si è data si ispirano ai principi della qualità architettonica, del rispetto del territorio e dell'ambiente, legando ampliamenti e nuove realizzazioni perla riqualificazione dei tessutiurbani all'utilizzo di fonti rinnovabili e impianti sostenibili. Auspicato, invece, un forte intervento statale per l'edilizia residenziale sociale: in Emilia-Romagna sono 3omila le famiglie in attesa di un alloggio pubblico. « E la risposta a questa emergenza conclude Muzzarelli - il vero Piano casa che il Governo deve predisporre. In questo mandato abbiamo investito 200 milioni, recuperando per l'affitto circa 2mila abitazioni e avvieremo presto i cantieri per realizzare 3mila nuovi alloggi. A giorni pubblicheremo inoltre le graduatorie dei contratti di quartiere 3, con cui abbiamoricavato ulteriori spazi per l'edilizia sociale». Arriverà ben prima della scadenza stabilitala norma toscana. «Abbiamo iniziato a lavorare sul patto con gli enti locali - dice l'assessore all'Urbanistica, Riccardo Conti - già dal 14 aprile, con l'obiettivo di portare in Consiglio la legge assieme al Piano paesaggistico, verso metà maggio». In Toscana da anni ci sono già possibilità di fare ampliamenti e forme di semplificazione, come la Dia: nel 2008, nonostante la stasi del settore, ne sono state presentate 5omila. «La legge prosegue Conti - avrà una funzione anticongiunturale, ma dovrà anche garantire il pieno rispetto delle norme contro il lavoro nero, puntare all'edilizia sostenibile e antisismica e derogare ai principi della pianificazione urbanistica regionale e locale. Ad esempio, dovrà consentire interventi o su edifici regolarmente accatastati e non permettere cambi di destinazione d'uso nelle aree rurali». Contemporaneamente, la Toscana adotterà un piano sull'edilizia sociale, per il quale entro l'estate saranno investiti 250 milioni. Un progetto che culla anche la Regione Marche, che entro l'estate punta ad approvare una nuova legge sull'edilizia sociale che renda disponibili - con nuove realizzazioni o l'acquisto di alloggi inutilizzati - 3mila alloggi entro il 2010 e iomila in tre anni. A tal fine, è stato costituito un tavolo pubblico-privato per la costituzione diunfondo immobiliare etico. «Per quanto riguarda ilPiano nazionale - afferma Gianluca Carrabs, assessore all'Edilizia pubblica - siamo pronti ad approvare la nostra propostain Giunta anche lunedì prossimo, se il Governo approverà il testo in settimana. Tra le idee emerse, c'è quella di porre un forte accento sui controlli da parte di enti terzi, in particolare sul conseguimento degli obiettivi energetici: l'autocertificazione non basta. Stiamo anche valutando la possibilità di ampliare edifici rurali e artigianali, sempre nel rispetto delle regole». Ai blocchi di partenza anche ialeggeumbra: «Abbiamo cominciato a discuterne - dice Maria Rita Lorenzetti, presidente della Giunta e coordinatrice della Conferenza delle Regioni sulle politiche per la casa - prima di Pasqua, dopo la prima intesa con il Governo. Una bozza dell'articolato c'è già; aspettiamo solo il testo definitivo del Governo per recepire gli ultimi aspetti sulle norme antisismiche e a favore del risparmio. energetico che, peraltro, abbiámo caldeggiato. Comunque, anche noi vareremo il provvedimento in tempi più rapidi».