Tempi anche più brevi dei 90 giorni previsti dall'accordo con il Governo. Le Regioni assicurano il massimo della celerità nell'approvare le norme che a livello territoriale dovranno dare attuazione al Piano casa del Governo. Un provvedimento, questo, che interessando villette moto e bifamiliari riguarderebbe nelle quattro regioni dell'area 1,5 milioni di immobili, con lavori potenziali (nell'ipotesi di lavori sul 10 degli immobili interessati) per 9,3 miliardi, secondo le stime del Cresme basate su un costo indicativo d'intervento per 1.200 euro al metro quadrato. Mentre tutte le Regioni si dicono pronte a intervenire, contando anche, come nel caso dell'Emilia Romagna, su strumenti normativi già in discussione (la revisione della legge 202000 z in commissione consiliare dal 2007), le imprese edili spengono però i facili entusiasmi sull'impatto immediato del Piano casa i cui effetti, dice il presidente Ance dell'Emilia Romagna Gabriele Buia, non si vedranno prima del 2010. Il terremoto in Abruzzo ha comunque riportato in auge anche la questione delle norme antisismiche, di particolare interesse in un'area come quella del CentroNord, colpita molto duramente dalle scosse del 1997 nelle Marche e in Umbria. Proprio qui - e in particolare in provincia di Perugia - si trova il maggior numero di centri classificati al più alto rischio sismico (zonaL):4, sui 24 in totale nell'area in cui abitano oltre 13mila persone (4 milioni considerandole zone 1 e 2).