FIRENZE. Valorizzare i beni culturali in una tra le più importanti città d'arte italiane: su questo tema si sono confrontati a Firenze, introdotti dal consigliere regionale Achille Totaro, il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono e il candidato a sindaco di Firenze per la Casa delle Libertà Domenico Valentino. «Io non sono un politico di professione e forse è proprio per questo che parlo senza peli sulla lingua - ha esordito Valentino - perché mi considero un uomo franco, che osserva e denuncia senza remore di sorta quello che vede di sbagliato, specialmente a Firenze dove io lavoro col ruolo di Soprintendente ai beni culturali e quindi come incaricato a tutelare la città e i suoi monumenti». «La prima volta che arrivai a Firenze - racconta Valentino - ho trovato una città legata alle sue tradizioni, a quell'idea un po' stereotipata di luogo d'arte' che la faceva apparire una città col paraocchi; nel tempo poi ho capito che per essere davvero un buon sindaco di Firenze bisogna essere non di Firenze. I fiorentini ormai si sono abituati ad uno stato di degrado della nostra città che per un osservatore esterno è inaccettabile: come si fa, per esempio, a camminare per le strade senza rendersi conto che sono piene di buche, continuamente dissestate? San Frediano, solo per citare un illustre caso, è l'unico quartiere ancora veramente fiorentino, dove vive quel che resta delle botteghe artigiane, ma versa in stato d'abbandono, rischia di perdere la sua specificità e c'è molto malcontento tra la gente, io mi batterò perché questo malcontento emerga alle urne". E si inserisce nel clima da agone elettorale anche il sottosegretario Bono: "Ho conosciuto il prof. Valentino da autorevole funzionario del Ministero dei beni culturali, lo stimo molto e sono perciò onorato di battezzare la sua candidatura a sindaco di Firenze, con un assaggio di Campagna elettorale che non a caso prende il via parlando di cultura. Qualcuno dice che la cultura è tradizionalmente appannaggio della sinistra, ma si tratta di una falsità: tanti governi dì centrosinistra non sono stati in grado di approvare per esempio una legge sul libro e sull'editoria, sulla musica popolare e sulle bande musicali, che sono una risorsa tanto importante per la cultura di questo Paese; oppure una legge sul teatro fino ad oggi normalizzata solo da strumenti insufficienti quali i regolamenti. L'argomento più spesso ripetuto contro di noi è quello di voler vendere il nostro patrimonio culturale per fare cassa. Anche questa è una bugia: il primo governo a mettere in una legge il concetto della vendibilità dei beni demaniali è stato, nel '97, quello guidato da Prodi». «Secondo il centrodestra - ha proseguito Bono - la tutela dei nostri beni culturali non deve avere come risultato la musealizzazione delle nostre città; i monumenti in generale devono essere restituiti alla fruizione dei cittadini che devono percepirli come testimonianze di una cultura vitale del territorio e di un popolo».
Nicola Valentino, soprintendente, si candida a sindaco di Firenze per la CdL
A Firenze, il candidato a sindaco Domenico Valentino ha parlato di valorizzare i beni culturali nella città. Ha detto di essere un uomo franco che osserva e denuncia gli errori. Ha descritto la città come legata alle sue tradizioni, ma con un'idea stereotipata di luogo d'arte. Ha anche parlato di degrado della città e di bisogno di un nuovo approccio. Il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono ha sostenuto la candidatura di Valentino, affermando che la cultura non è appannaggio della sinistra e che il centrodestra ha sempre difeso la tutela dei beni culturali. Ha anche criticato la musealizzazione delle città e la vendita dei beni culturali.
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