Classifiche Confronto sul numero dei visitatori Giornalieri. «Ecco perché non siamo competitivi» In testa per presenze Tokyo, New York, Parigi. Parma al 43 posto, Roma al 126 I l Paese dell'arte, cioè l'Italia, nel 2008 ha piazzato le sue mostre più visitate al 43mo, 126mo e 134mo posto della classifica mondiale. In una top ten dominata da Tokyo e New York, ma con piazzate anche Parigi e Madrid, l'Italia ottiene un risultato quantitativamente «modesto». La sua esposizione più visitata è stata quella su «Correggio » a Parma (dal 20 settembre 2008 al 25 gennai o 2009) con 3.946 visitatori al giorno per un totale di 433.483. La seconda quella su «Giovanni Bellini » alle Scuderie del Quirinale (dal 30 settembre 2008 all'11 gennai o 2009) con 2.176 visitatori di media al giorno e 194.330 totali; la terza un'esposizione più anomala come l'XI Biennale di architettura curata da Aaron Betsky (dal 14 settembre al 23 novembre 2008 a Venezia) con 2.120 visitatori di media e 129.323 complessivi. Come numero assoluto (ma non come media giornaliera) la seconda e terza sono superate da «America» al Museo di Santa Giulia a Brescia, «Roma e i Barbari» a Palazzo Grassi di Venezia e «Pintoricchio» alla Galleria nazionale dell'Umbria. Naturalmente, la comparazione è solo indicativa poiché dovrebbe considerare molti parametri tipicamente italiani, come le tante città con mostre e la tipologia dei luoghi espositivi; basti considerare, a questo proposito, come la mostra su «Correggio » alla Galleria Borghese di Roma sempre del 2008 sia stata visitata da meno persone rispetto a quella di Parma (165.150 con media 1.659) anche perché gli ingressi alla Borghese sono contingentati. Sta di fatto che il Giappone, nelle mostre, fa la parte delle squadre di calcio inglesi nella Champions: la più visitata al mondo è stata l'esposizione «Tesori dello Shoso-in» a Nara (17.926 media giornaliera con 263.765 totale), la seconda «Tesori del Tempio Yakushi-ji» (12.762) a Tokyo e la terza «Immagini della notte» (10.357) al Grand Palais di Parigi. Seguono ancora Tokyo, il «Picasso» al Reina Sofia di Madrid e tre mostre al Museum of Modern Art di New York. Ma tra le prime e la 43ma piazzano mostre tutte le grandi capitali europee (Londra, Vienna, Berlino, Parigi e Madrid), mai Roma o Milano. Anche l'anno scorso Tokyo fu prima con una mostra sull'arte italiana («La mente di Leonardo»). In generale i dati evidenziano un'interesse per il contemporaneo, il primato quantitativo delle grandi capitali e la fatica dell'Italia a diventare un distretto unitario: ovviamente a un territorio culturale diffuso come quello italiano corrispondono più mostre anche in competizione l'una con l'altra. Questo emerge anche dalle osservazioni di alcuni organizzatori di eventi artistici. «La ragione per cui l'Italia non è competitiva a livello dei grandissimi numeri ha sempre a che fare con la stessa anomalia: da noi, le mostre non sono allestite nei grandi musei, ma in spazi monumentali, privi di collezioni permanenti», afferma Massimo Vitta Zelman, presidente di Skira. «All'estero le grandi cattedrali museali, dal Metropolitan al MOMA, dalla National Gallery al Louvre sono anche la sede dei grandi eventi: sommano dunque due elementi di attrazione e due pubblici. Sui turisti, questa, è la carta vincente. Da noi le sedi di mostre di maggior successo sono contenitori prestigiosi, ma 'vuoti', come Palazzo Reale a Milano o Le Scuderie a Roma: occorre portarci il pubblico, non c'è una base 'garantita'». «L'Italia non ha strutture confrontabili a quelle che ospitano le mostre che fanno quei numeri e non ha neanche metropoli come Tokyo, Londra, Parigi, New York o regioni densamente popolate come il triangolo Amsterdam-Bruxelles-Colonia, o i bacini del Reno o della Ruhr», afferma Martin Angioni, amministratore delegato di Mondadori-Electa. «E non ha tante altre infrastrutture che raggiungono grossi numeri: gli aeroporti, le biblioteche, le università, i porti, treni e metropolitane, catene di alberghi... non ci resta che accontentarci del 'piccolo è bello'». I dati delle mostre del 2008 più visitate nel mondo sono elaborati da «Il Giornale dell'Arte» con «The Art Newspaper»