«In sei giorni un giro di 500 milioni». Ballio: più vicini studenti e mondo del lavoro. Ruth Shammah: stile e cultura La creatività dal centro alla periferia: 450 eventi, da zona Tortona a Porta Romana, da Palazzo Reale alla Triennale Milano è data uno a venti, scommettiamo? «Il Salone moltiplica il giro d'affari degli organizzatori fino 20 volte, gira sulla città, amplifica l'impatto economico ». Con il mobile in Fiera guadagnano tutti: hotel, ristoranti, agenzie di viaggio, allestitori, negozi, musei, showroom, proprietari di case e botteghe. «Il sistema-Milano fattura 500 milioni di euro in sei giorni», stima Franca Golfetto, docente di strategie e marketing in Bocconi. Tutto si tiene, nella settimana del mobile (22-27 aprile): oltre 220 mila metri quadrati di padiglioni nel polo di Rho con 2.723 aziende e 300 mila visitatori attesi, 450 eventi nei quartieri, da zona Tortona a Porta Romana, da Palazzo Reale alla Triennale. Parole chiave: creatività, originalità, visibilità. E identità: «Milano non produce design, è il design», chiosa la professoressa Golfetto. È spedito pure per posta... «Hanno stile anche gli inviti alla feste, vien voglia di andarci», sorride Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti. Biglietto da visita: il design. La città è pronta a mostrarlo, sfruttarlo, venderlo. Al Salone e al Fuorisalone. Milano si mobi-lita, «apre alle tendenze del mobile 100 mila luoghi», «configura il mercato» e «forma» i visitatori: «Architetti e addetti ai lavori non vogliono solo 'vedere' aziende e prodotti, cercano ispirazione». Così, la città si scopre vetrina del mondo, «luogo di fertilizzazione degli stili di vita sostiene Golfetto . Uno viene qui, fa un'immersione nel centro più importante d'Europa sulla domanda sofisticata, e torna a casa pieno di idee». Gisella Borioli le offre al Superstudio Più, tra via Tortona e via Forcella, col «Temporary museum for new design» diretto da Giulio Cappellini: «La qualità è alla base di ogni scelta. E però: ovunque c'è un'offerta di design più sensibile, fatto per durare ed entrare nelle case». Intanto, la creatività ha invaso palazzi e strade. Il Pirellone presta il Belvedere all'artigianato (venerdì) e le installazioni di Esterni «liberano lo spazio pubblico ». Zona Tortona, tra qualche timore («Speriamo non sia il caos»), sperimenta l'isola pedonale. Il design entra in zona Romana dalla porta del Franco Parenti: «Non siamo una location, ma un teatro vivo sorride Shammah . In questi giorni emerge l'anima di Milano, cultura e commercio». Quaranta negozi di Brera hanno formato un nuovo Design District e gli studenti di Ied e Politecnico sono all'esame più difficile: il lavoro. «I Saloni ci aiutano a non essere autoreferenziali, a confrontarci con gli altri», sottolinea il rettore del Politecnico, Giulio Ballio: «Dalle crisi esce chi investe e non si piange addosso. Mi pare ci sia un po' di risveglio in questa direzione ». Lo stile, le firme. E le mostre. Quelle in Triennale Bovisa sono gratis («La mano dell'architetto » e «Zerodisegno»). Il Design Museum è alla sua seconda interpretazione e presenta le opere di Fabio Novembre. «Progetti, sogni e visioni per una metropoli che cambia» sono all'ex Fondazione Mazzotta (Foro Bonaparte 60). «Il design è uno strumento per valorizzare tutta la città», commenta l'assessore al Commercio, Giovanni Terzi. Da Palazzo Reale («Magnificenza e Progetto») al Pac («Ballo Ballo»), dalla Fabbrica del Vapore al Museo della Scienza, dalla Naba all'Arena. Comune e Atm potenziano metrò, taxi e bike sharing (fino alle 2 di notte). Apre la stazione Fs di Rho-Fiera: il treno è la scommessa antitraffico