La commissione regionale approva il progetto di legge Si potrà ampliare dal 20 al 40 per cento Case più ampie del 20 per cento. O del 40 se le abitazioni antecedenti al 1989, purché vengano impiegate materiali e tecnologie costruttive ecocompatibili e fonti di energia rinnovabile come pannelli solari o fotovoltaici. Passa, in commissione urbanistica regionale, il Piano casa della Regione, che dovrà ora andare in Consiglio per l'approvazione. Entro il 15 maggio sarà perciò convocata una seduta straordinaria. «Un provvedimento straordinario per far fronte a un periodo di crisi straordinaria». Così il presidente della commissione urbanistica Tiziano Zigiotto, veronese, consigliere di Forza Italia-Pdl, definisce l'approvazione del Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale che concerne interventi a sostegno del settore edilizio e per promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile. «Con questo progetto di legge», spiega Zigiotto, «la Regione Veneto intende promuovere misure per sostenere il settore edilizio con interventi finalizzati a migliorare la qualità abitativa, per preservare, ricostruire e rivitalizzare il patrimonio esistente nonché per favorire l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile». Si tratta, puntualizza Zigiotto, «di una boccata d'ossigeno per un settore, quello dell'edilizia, che rappresenta il 27 per cento del Pil del Veneto e occupa circa 100mila addetti diretti, che arrivano fino a 500mila se pensiamo all'intera filiera». Il provvedimento, nato sulla scia del Piano casa nazionale, «rappresenta poi un'opportunità importante per le famiglie venete», prosegue Zigiotto, «che avranno così la possibilità di ampliare del 20 per cento il volume della propria abitazione, in deroga alla burocrazia». La Regione Veneto promuove, inoltre, la demolizione e la ricostruzione degli edifici costruiti prima del 1989 che necessitano di essere adeguati agli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza. Il provvedimento consente di ampliare fino al 40 per cento il volume di questi edifici, purché vengano utilizzate tecniche di bioedilizia e fonti di energia rinnovabile. In pratica, a meno che non si tratti di una casa di proprietà con vincolo paesaggistico, per ottenere l'autorizzazione all'intervento è necessaria solo una valutazione di impatto ambientale, in deroga ai Piani urbanistici vigenti. I Comuni, però, posso scegliere se applicare o meno la legge nel proprio territorio, o in parte di esso. Da quando la legge sarà pubblicata sul bollettino regionale, le amministrazioni avranno 60 giorni per opporsi o meno all'applicazione. Se non perverrà alla Regione alcuna richiesta, il provvedimento entrerà in vigore. Esprime soddisfazione anche il coordinatore regionale del Pdl, il sottosegretario Alberto Giorgetti.E.G.