Villa Selvatico, situata nei pressi di Battaglia Terme, è uno dei più interessanti esempi di architettura barocca nella campagna veneta e tra le più importanti dimore signorili dei Colli Euganei. Iniziata nel 1580 da Bartolomeo Selvatico e completata nel 1650 si inserisce in un contesto ambientale delicatissimo caratterizzato da numerosi corsi d'acqua naturali e artificiali che un tempo, attraverso un sistema di chiuse, permettevano la navigazione dall'entroterra veronese e padovano fino alla laguna di Venezia: per questo Montaigne la descrisse come la «casa dei bagni». Se la villa rappresenta una novità per il suo anticlassicismo -lo si apprezza nella contaminazione di elementi medievali e orientaleggianti- è il parco monumentale ottocentesco (1816-17) quello che la rende un complesso architettonico originale e unico nel suo genere. Progettato da Giuseppe Jappelli il parco della villa si ispira ai Campi Elisi e al lago Averno descritti da Virgilio nell'Eneide, con specchi e corsi d'acque termali già note ai Romani per le loro proprietà curative. L'architetto veneziano affianca il suo intervento al preesistente giardino all'italiana e vi riversa la stessa passione per i temi del pittoresco e della citazione simbolico-letteraria che lo vedono artefice negli stessi anni della creazione del parco della Cittadella di Vigodarzene. La villa e il parco monumentale sono circondati ancora dall'originario paesaggio agrario della grande bonifica realizzata dalla Serenissima nella metà del cinquecento. Il canale, la rete dei corsi d'acqua minori, i terreni bonificati, insieme alle ville (villa Emo, villa Italia, ecc.), i parchi e i terreni coltivati, costituiscono un sistema ambientale miracolosamente conservato in una regione dove uno sviluppo economico disordinato ha compromesso intere porzioni di paesaggio agrario. Nel 2001, con la variante adottata al Piano Regolatore Generale del Comune di Battagliata Terme (oggi in approvazione alla Regione Veneto) si decide di realizzare nel cuore di questa emergenza architettonica e ambientale una lottizzazione termale-residenziale di circa settantamila metri cubi. Un intervento che comprometterebbe irrimediabilmente una delle testimonianze più alte della civiltà veneta, purtroppo non salvaguardata né dai vincoli legislativi (Legge n.49099) né dal suo inserimento nel Piano Ambientale del Parco dei Colli Euganei nonostante che tra le sue norme si escludano «interventi edilizi che modifichino significativamente l'aspetto dei luoghi e il loro rapporto con le emergenze interessate». Infatti, come molte associazioni ambientaliste hanno denunciato, sia la Soprintendenza sia l'Ente Parco dei Colli Euganei hanno espresso il loro parere favorevole alla lottizzazione e alla strada che l'attraverserebbe. In nome di un'incompresa e ambigua «valorizzazione culturale», che anche in altre situazioni ha solo arrecato gravissimi danni a straordinarie realtà monumentali e paesistiche, assistiamo oggi, con l'episodio delle «Valli Selvatiche», all'ennesima trasformazione senza qualità, né estetica né economica, del nostro territorio. Auguriamoci di non perdere questa eccelsa testimonianza storica che si salverebbe solo con la mancata approvazione regionale della variante.
Minacce speculative per un'area del barocco veneto: I lotti di Villa Selvatico
La villa Selvatico, situata nei pressi di Battaglia Terme, è un esempio di architettura barocca nella campagna veneta. Iniziata nel 1580 e completata nel 1650, la villa è circondata da un parco monumentale ottocentesco progettato da Giuseppe Jappelli. Il parco si ispira ai Campi Elisi e al lago Averno di Virgilio e include specchi e corsi d'acqua termali. La villa e il parco sono circondati dall'originario paesaggio agrario della grande bonifica realizzata dalla Serenissima nel cinquecento.
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