È morto ieri a Napoli Raffaele Sirica, da anni presidente del Consiglio nazionale degli architetti, ricercatore universitario nel campo delle discipline scientifiche. Metto insieme i due aspetti della sua attività, nel ricordo che ne ho, di un buon ricercatore universitario e buon didatta - a metà fra il sindacalista e il filosofo - e di guida di lungo corso degli architetti italiani. Nella sua vita finì con il prevalere questa seconda attività di presidente, carica vissuta nel suo stile, equidistante da qualsiasi definita posizione politica, assertore e difensore di una sorta di «grandeur» dell'architettura e degli architetti. Una «grandeur» che si manifestava non solo nel rapporto continuamente cercato con la politica - e quindi con i governi che si succedevano - ma anche spingendo la categoria a partecipare a iniziative genericamente culturali che potevano darle certo visibilità, forse non lavoro. Ma questo suo disegno di rilancio di una categoria professionale non poteva che passare attraverso le attività degli ordini professionali che lui con tanto radicamento rappresentava: quegli ordini che molti di noi, per la verità, vorrebbero vedere scomparire. Fu sempre questo un terreno di confronto dialettico con Raffaele, vissuto sempre con il sorriso e la simpatia umana che lo contraddistinguevano. La sua prematura scomparsa ci impone oggi di ricordarne la figura ma anche di provare a fare qualche considerazione nel merito delle questioni che hanno occupato la sua vita. All'improvviso. Nella sua casa di Napoli. Così ieri se ne è andato per sempre l'architetto Raffaele Sirica, presidente del Consiglio nazionale degli architetti. Nato a Sarno nel 1947 e laureato a Napoli con lode, dal 1990 è stato docente di complementi di scienza delle costruzioni alla facoltà di architettura dell'Università Federico II di Napoli. È stato presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Napoli dal 1995 al 1997 e dal 1997 ad oggi presidente del Consiglio nazionale degli architetti. Dal settembre 2002 al marzo 2009 è stato presidente del CUP, il Comitato unitario delle professioni. Oltre a quella di architetto è stata intensa, nei primi anni novanta, l'attività di urbanista svolta soprattutto per conto del governo nella fase di innovazione della legislazione per le aree urbane. In particolare c'è stata la designazione da parte del presidente del Consiglio dei ministri, su indicazione del ministro per le aree urbane, di membro esperto, nella commissione riguardante gli interventi urgenti per il risanamento e lo sviluppo di Reggio Calabria. E la nomina tra i sei esperti dell'Ufficio del programma, della Presidenza del Consiglio dei ministri, per la legge per Roma capitale. Grazie a Sirica, per la prima volta l'Italia ha ospitato il congresso dell'Unione internazionale degli architetti (Uia), svoltosi a Torino dal 28 giugno al 3 luglio dello scorso anno. In una delle sue ultime interviste raccontava le proposte per risolvere i problemi urbani e trasformare in città le periferie. «Occorre innanzitutto organizzare più concorsi di progettazione - spiegava Sirica - in Italia se ne fanno pochi, mentre si indicono tante gare d'appalto, poco stimolanti per la creatività e l'innovazione. Serve una pianificazione vera delle opere pubbliche, anche valutando l'impatto territoriale extra-amministrativo, che coinvolga gli utenti finali, come avviene in Francia per esempio. Partendo dalle basi di questa democrazia urbana, si possono trasformare le periferie in brani di ecocittà, con nuovi alloggi per giovani e immigrati. Non quartieri dormitorio ma aree urbane che siano un punto di incontro tra la storia e il futuro». I funerali oggi alle 12 nella chiesa di Santa Chiara a Napoli.
Addio a Sirica presidente degli architetti
Raffaele Sirica, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, è morto a Napoli. È stato un ricercatore universitario e didatta, e ha guidato gli architetti italiani. È stato anche presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Napoli e del CUP. Ha lavorato sull'urbanistica e ha promosso la creazione di concorsi di progettazione per risolvere i problemi urbani. Ha anche partecipato a iniziative culturali per promuovere la categoria degli architetti. È stato un leader equilibrato e ha cercato di rilanciare la categoria degli architetti. È stato anche un difensore della grandeur dell'architettura e degli architetti. È morto improvvisamente nella sua casa di Napoli. I funerali si sono tenuti oggi a Napoli.
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