Il primo passo è mettere in efficienza le infrastrutture: le strade, lacquedotto, le fogne. La città comincia qui. Di fronte a qualunque progettista si presentano due soluzioni, procedere seguendo il criterio di ricostruire tutto "comera, dovera" oppure rifare tutto ex novo. Nessuna delle due ha fornito prove sempre soddisfacenti. È chiaro che Santa Maria di Collemaggio va restaurata. Ma bisogna evitare di tentare la conciliazione fra lingegneria antisismica e il "comera dovera": i risultati che conosciamo sono pessimi. Nella zona antica della città si possono introdurre cose nuove con la consapevolezza del contesto. Come nella Milano del dopoguerra o a Venezia. In questo torna grandemente utile linsegnamento di Ernesto Nathan Rogers: ci vogliono mano delicata, piani particolareggiati, e niente premi di cubatura. Va infatti salvaguardata la geometria di un centro antico. Una volta portai i miei studenti di Ginevra a Siena e chiesi loro se riconoscevano edifici medievali: facevano fatica a individuarli perché non è il singolo edificio che custodisce il mondo medievale, ma la struttura degli spazi. Nella zona moderna agirei in modo più radicale, correggendo tutto ciò che è venuto male, abbattendo e ricostruendo.
ABRUZZO - "Per Santa Maria di Collemaggio un restauro integrale"
Il primo passo è mettere in efficienza le infrastrutture: le strade, lacquedotto, le fogne. La città comincia qui. Di fronte a qualunque progettista si presentano due soluzioni, procedere seguendo il criterio di ricostruire tutto "comera, dovera" oppure rifare tutto ex novo. Nessuna delle due ha fornito prove sempre soddisfacenti. È chiaro che Santa Maria di Collemaggio va restaurata. Ma bisogna evitare di tentare la conciliazione fra lingegneria antisismica e il "comera dovera": i risultati che conosciamo sono pessimi. Nella zona antica della città si possono introdurre cose nuove con la consapevolezza del contesto. Come nella Milano del dopoguerra o a Venezia. In questo torna grandemente utile linsegnamento di Ernesto Nathan Rogers: ci vogliono mano delicata, piani particolareggiati, e niente premi di cubatura. Va infatti salvaguardata la geometria di un centro antico. Una volta portai i miei studenti di Ginevra a Siena e chiesi loro se riconoscevano edifici medievali: facevano fatica a individuarli perché non è il singolo edificio che custodisce il mondo medievale, ma la struttura degli spazi. Nella zona moderna agirei in modo più radicale, correggendo tutto ciò che è venuto male, abbattendo e ricostruendo.
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