Progettare in una città ferita vuol dire coinvolgere gli abitanti. Ascoltarne le aspettative, le paure e poi, senza mai illuderli, informarli sui vincoli, i costi e le scelte di progetto. Si deve decidere come consolidare gli edifici che il sisma ha indebolito, intervenendo con efficienti leganti strutturali e con materiali il più possibile coerenti con quelli originali. Nel caso di edifici troppo compromessi due sono le opzioni. La prima è la ricostruzione, nel luogo del crollo, di unarchitettura contemporanea, ma attenta a dialogare con i suoi vicini di pietra o cemento, evitando le ricostruzioni "in stile". La seconda opzione è di far rinascere i volumi crollati in un altro luogo della città, realizzando al loro posto un giardino, uno spazio di sosta, una piccola piazza. La scelta di densificare con architetture di qualità e sicurezza strutturale alcune nuove parti della città, può infatti permettere di migliorare labitabilità delle zone più antiche. Progettare in una città ferita vuol dire, insomma, alternare il gesto dellagopuntura e quello dellinnesto botanico; senza voler reinventare a tavolino quel palinsesto di memorie, pietre e flussi di vita che lentamente costruisce una società urbana.
ABRUZZO - "Piazze e giardini là dove sono crollati gli edifici moderni"
Progettare in una città ferita vuol dire coinvolgere gli abitanti. Ascoltarne le aspettative, le paure e poi, senza mai illuderli, informarli sui vincoli, i costi e le scelte di progetto. Si deve decidere come consolidare gli edifici che il sisma ha indebolito, intervenendo con efficienti leganti strutturali e con materiali il più possibile coerenti con quelli originali. Nel caso di edifici troppo compromessi due sono le opzioni. La prima è la ricostruzione, nel luogo del crollo, di unarchitettura contemporanea, ma attenta a dialogare con i suoi vicini di pietra o cemento, evitando le ricostruzioni "in stile". La seconda opzione è di far rinascere i volumi crollati in un altro luogo della città, realizzando al loro posto un giardino, uno spazio di sosta, una piccola piazza. La scelta di densificare con architetture di qualità e sicurezza strutturale alcune nuove parti della città, può infatti permettere di migliorare labitabilità delle zone più antiche. Progettare in una città ferita vuol dire, insomma, alternare il gesto dellagopuntura e quello dellinnesto botanico; senza voler reinventare a tavolino quel palinsesto di memorie, pietre e flussi di vita che lentamente costruisce una società urbana.
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