La prima idea da bandire è quella di una nuova LAquila. Esperienze infelici le abbiamo anche in Italia e a una di esse ho marginalmente partecipato: la costruzione della nuova Gibellina, rasa al suolo dal terremoto del '68. Per la parte antica de LAquila va invece immaginato un progetto di conservazione unitario. Tutti gli interventi corretti di architettura, compresi i restauri, sono un progetto. Dunque anche il lavoro su un singolo edificio va inserito in una dimensione urbana, deve rifarsi a quel progetto unitario. Può anche essere affidato alliniziativa del proprietario, ma deve rispondere a una logica collettiva. A parte i monumenti, le chiese, gli edifici di pregio storico-artistico, è impossibile pensare di ripristinare filologicamente tutto. I criteri guida devono essere: la salvaguardia dellidea e della qualità di una città storica; la messa in sicurezza di tutti gli edifici; salvare per quanto possibile i contesti in cui sono inseriti i monumenti, senza farsi frastornare da idee di diradamento. Nei quartieri più recenti bisogna intervenire riducendo al minimo i deficit nei collegamenti con il resto della città, e anche invertendo alcune delle caratteristiche delle nostre periferie: ospitare solo residenze e solo i ceti più deboli.
ABRUZZO - "No alla new town salviamo la qualità del centro storico"
La prima idea da bandire è quella di una nuova LAquila. Esperienze infelici le abbiamo anche in Italia e a una di esse ho marginalmente partecipato: la costruzione della nuova Gibellina, rasa al suolo dal terremoto del '68. Per la parte antica de LAquila va invece immaginato un progetto di conservazione unitario. Tutti gli interventi corretti di architettura, compresi i restauri, sono un progetto. Dunque anche il lavoro su un singolo edificio va inserito in una dimensione urbana, deve rifarsi a quel progetto unitario. Può anche essere affidato alliniziativa del proprietario, ma deve rispondere a una logica collettiva. A parte i monumenti, le chiese, gli edifici di pregio storico-artistico, è impossibile pensare di ripristinare filologicamente tutto. I criteri guida devono essere: la salvaguardia dellidea e della qualità di una città storica; la messa in sicurezza di tutti gli edifici; salvare per quanto possibile i contesti in cui sono inseriti i monumenti, senza farsi frastornare da idee di diradamento. Nei quartieri più recenti bisogna intervenire riducendo al minimo i deficit nei collegamenti con il resto della città, e anche invertendo alcune delle caratteristiche delle nostre periferie: ospitare solo residenze e solo i ceti più deboli.
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