A Roma un dibattito promosso dall'Unesco L'OCCASIONE è un confronto di più voci per la giornata mondiale del Libro e del diritto d'autore indetta dall'Unesco. Nella sala conferenza della Biblioteca "Giovanni Spadolini", si parla di libri, anzi del libro del presente e del futuro, per il valore che esso assume nella trasmissione del sapere, per la forza che rappresenta come memoria del passato e strumento di proiezione del futuro. Il libro è per sua natura un oggetto molteplice, prodotto intellettuale, oggetto economico, strumento conoscitivo. I nuovi sacerdoti della religione multimediale (afferma nell'introduzione Gianni Puglisi) «hanno pensato a cancellare il libro, quanto meno a offuscare la sua fisicità in un oblio virtuale: il libro novello Calibano, però non può morire, esso è destinato a vincere nel tempo e con il tempo, di cui è coevo e complice, la sua battaglia di civiltà». «Leggere vuol dire partecipare alla vita democratica: c'è un nesso inscindibile tra la diffusione della lettura e la qualità della vita democratica di un paese», sostiene il presidente del Senato Marcello Pera che sottolinea la crisi della lettura in Italia: «Soffriamo sia per quanto riguarda la produzione sia per quanto riguarda il consumo». Oggi si può facilmente verificare (l'opinione è di Giuliano Vigini) che l'ecosistema della lettura (silenzio, serenità, concentrazione) si è in parte spezzato. Non a caso gli stessi lettori forti sono diventati più deboli, la lettura è diventata un tempo più disperso o frammentato per tutti, rubato ad altri impegni o svaghi. Oggi il libro soffre di una condizione che viene ancora in parte riconosciuta come esclusiva; non più di classe, ma di statuto e antropologia sociale, di abitudini e di passioni personali. Ma anche di cultura della lettura stessa e di insufficienza di adeguata strumentazione. I luoghi della memoria scritta e quindi stampata (sostiene Vittorio Bo) non possono essere solo quelli tradizionalmente deputati come le biblioteche e le librerie: le edicole diffondono una straordinaria quantità di libri «a significare che la forza della comunicazione e della distribuzione fisica del sapere può aiutare e accompagnare la crescita della lettura». Ma il fenomeno delle edicole-librerie è giudicato solo come un'operazione di marketing da Rodrigo Dias dell'Ali che considera la libreria non più come un luogo esclusivo (quell'«antro oscuro e polveroso evocato recentemente da un famoso scrittore»), ma come spazi di incontri «colorati dai mille volti delle infinite possibilità di lettura». E Dias chiede insistentemente (così come il presidente degli editori Federico Motta) una legge adeguata per la promozione del libro. In precedenza Pera ha invitato a non tornare alla politica delle commissioni centrali per il sostegno ai prodotti intellettuali, «il rischio - è che si favoriscano certi libri piuttosto che altri». Il Parlamento, però, può intervenire sul piano della «agevolazione della produzione libraria». «Ci sono situazioni in cui si può promuovere e agevolare il mercato del libro», ha concluso il Presidente del Senato.
Giornata mondiale del libro - In una legge la promozione alla lettura
A Roma si è svolto un dibattito promosso dall'Unesco sulla giornata mondiale del Libro e del diritto d'autore. Il libro è un oggetto molteplice che rappresenta la memoria del passato e strumento di proiezione del futuro. I nuovi sacerdoti della religione multimediale hanno pensato a cancellare il libro, ma esso è destinato a vincere nel tempo. La crisi della lettura in Italia è stata sottolineata dal presidente del Senato Marcello Pera, che ha detto che la lettura è essenziale per la qualità della vita democratica. I lettori forti sono diventati più deboli e la lettura è diventata più dispersa. Il libro soffre di una condizione esclusiva, non più di classe, ma di statuto e antropologia sociale.
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